Hype ↓
13:49 venerdì 16 ottobre 2026
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.
La storica sede del Partito Comunista Italiano in via Botteghe Oscure a Roma diventerà un hotel di lusso Gli uffici dei dirigenti sono diventati camere, e al balcone di Berlinguer adesso ci si affaccia dalla 207.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber «Sono davvero innamorato della sua musica. Mi ha aiutato a trovare quel senso di umanità che volevo infondere in questo disco».

Cos’è l’AI Act, il primo disegno di legge “contro” le intelligenze artificiali

In Europa si sta discutendo di approvare nuove leggi per prevenire e risolvere i problemi portati da queste tecnologie che sempre più persone percepiscono come una minaccia.

di Studio
16 Maggio 2023

È ormai da un po’ che quando noi umani ci sentiamo minacciati da qualcosa lo trasformiamo in un meme. È successo anche con l’intelligenza artificiale, soprattutto da quando è diventata il mostro che ci ruberà il lavoro (e se mai ce ne darà, sarà sottopagato, come raccontavamo qui). Sui social sta girando un post molto carino che riguarda soprattutto i grafici, in cui si legge: «Per rimpiazzare i graphic designer con l’AI, i clienti dovranno descrivere accuratamente quello che vogliono. Siamo salvi». Battute a parte, man mano che i poteri dell’intelligenza artificiale si sviluppano e si evolvono, diventa sempre più evidente che i timori nei confronti di ChatGPT e compagnia, soprattutto da parte dei creativi, sono assolutamente fondati. Si teme che con la sua capacità di riprodurre qualunque voce e qualunque stile possa disintegrare l’autorialità degli umani (artistica, musicale, letteraria), ma anche perché la qualità sempre più alta delle opere generate non permette più di riconoscere tra un’immagine, una canzone o un testo creati da una persona e quelli creati artificialmente. Una settimana fa la Bbc ha pubblicato un articolo in cui la giornalista si chiedeva quali potrebbero essere le professioni che non saranno mai minacciate dall’AI, come se a una certa categoria di lavoratori non restasse altro da fare che cambiare lavoro. In questi giorni, per fortuna, è arrivata la rincuorante notizia dell’AI Act: forse grazie una serie di nuove leggi che regolamenteranno l’uso dell’intelligenza artificiale, molte persone potranno continuare a fare quello che sanno fare.

Il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di un nuovo quadro giuridico che mira a rafforzare in modo significativo le normative sullo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale. Se tutto va bene, entro il 2024 potremmo avere la prima legislazione sull’AI, capace di arginarne i potenziali rischi e danni. La legge proposta si concentrerà principalmente sul rafforzamento delle norme in materia di qualità dei dati, trasparenza e responsabilità e si propone di affrontare questioni etiche in vari settori (sanità, istruzione, finanza, energia e altri). «L’AI esiste da decenni, ma ha raggiunto nuove capacità grazie alle aumentate potenze di calcolo», ha dichiarato Thierry Breton, Commissario europeo per il mercato interno. L’AI Act vuole «rafforzare la posizione dell’Europa come hub globale di eccellenza nell’AI dal laboratorio al mercato, garantire che l’AI in Europa rispetti i nostri valori e le nostre regole e sfruttare il potenziale dell’AI per uso industriale».

Alla base dell’AI Act c’è un sistema di classificazione che determina il livello di rischio che un’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare per la salute e la sicurezza o per i diritti fondamentali di una persona. Il quadro comprende quattro livelli di rischio: inaccettabile, alto, limitato e minimo. Le AI che portano un rischio limitato e minimo, come i filtri antispam o i videogiochi, potranno essere utilizzati con pochi requisiti (in sostanza basterà che essi adempiano agli obblighi di trasparenza previsti dalle leggi). I sistemi che si ritiene rappresentino un rischio inaccettabile, ad esempio i sistemi di sorveglianza biometrica in tempo reale negli spazi pubblici saranno invece vietati con pochissime eccezioni (dovrà farsene una ragione il ministro Piantedosi, che recentemente aveva annunciato l’intenzione di introdurre sistemi di riconoscimento facciale nelle città italiane).

Per consentire l’utilizzo di alcuni sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio (tra cui veicoli autonomi e dispositivi medici) si richiederà agli sviluppatori e agli utenti di rispettare normative che prevedono test rigorosi, un’adeguata documentazione in materia di raccolta e conservazione dei dati e di garantire una supervisione umana di queste macchine. La proposta di legge prevede pesanti sanzioni per il mancato rispetto delle regole: per le aziende, le multe possono arrivare fino a 30 milioni di euro o al 6 per cento del reddito globale. Anche l’invio di documentazione falsa o fuorviante alle autorità di regolamentazione potrà comportare multe. La legge punta anche a istituire un comitato europeo per l’intelligenza artificiale, che sovrintenderebbe all’attuazione del regolamento e ne garantirebbe un’applicazione uniforme in tutta l’Unione. L’organismo avrebbe il compito di rilasciare pareri e raccomandazioni su eventuali conflitti legislativi, nonché di fornire orientamenti alle autorità nazionali.

L’Artificial Intelligence Act è stato originariamente proposto dalla Commissione europea nell’aprile 2021. Un cosiddetto approccio generale sulla legislazione è stato adottato dal Consiglio europeo alla fine del 2022 e la legislazione è attualmente in discussione al Parlamento europeo. La relazione è stata approvata l’11 maggio con 87 voti a favore, 7 contrari e 12 astenuti nel corso della riunione congiunta delle commissioni per il Mercato interno e la protezione dei consumatori (Imco) e per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe). La relazione dovrà ora essere votata alla prossima sessione plenaria dell’Eurocamera, in programma tra il 12 e il 15 giugno, in vista dei negoziati inter-istituzionali con il Consiglio dell’Ue.

Articoli Suggeriti
Il romanzo più venduto in Francia forse è stato scritto con l’AI e certamente non vincerà il Premio Goncourt

Perché è stato escluso dal Premio proprio a causa del sospetto che l'autore, Thélyson Orélien, lo abbia scritto usando l'AI. Si intitola C'était ça ou mourir e viaggia spedito verso le 100 mila copie.

Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh

Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.