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16:39 mercoledì 8 aprile 2026
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.

Arianna e la pausa pranzo

Arriva l'Huffington Post. Benvenuti, ci voleva, ma l'elogio della lentezza italiana anche no please.

25 Settembre 2012

Da questa notte, come sapete, è online l’edizione italiana dell’Huffington Post. Un grande buon lavoro alla direttrice Lucia Annunziata e alla sua giovane e agguerrita redazione. Dei dubbi sul replicare quel modello ha scritto Christian Rocca su IL, e sul perché invece potrebbe davvero essere un game changer si sono espressi in molti, fra cui Riccardo Luna (nella rosa dei papabili direttori mesi fa, ma l’Arianna vuole solo donne, meglio se transitate dalla tv) sul Post.

Mentre scriviamo è online una lunga intervista a Silvio Berlusconi, sintomatica della natura della versione di Lucia dell’Huffington: colpi giornalistici alla vecchia e insieme fornitore di contenuti dall’Italia per l’estero. In due parole, rilevanza mediatica.

Del resto, della voglia di raccontare e rappresentare l’Italia nel mondo, scrive la stessa Huffington nel suo editoriale di presentazione, citando il cinema e il Colosseo come valori. Un tantino cartolinesco, ma ci sta. Quello che ci sta di meno è il collegamento logico che lei fa fra il suo cavallo di battaglia (e vera ossessione, ne scrissi sul Foglio tempo fa) del prendersi una pausa dalla vita frenetica e ultra-connessa 24 su 24 e lo stereotipo italico dell’andare piano e fare una lunga pausa pranzo. Scrive Arianna:

Inoltre, metteremo in luce la consuetudine degli italiani di staccare la spina per ricaricarsi, perché disconnetterci da tutti i nostri dispositivi è uno dei modi migliori per riconnetterci con noi stessi, e con la nostra saggezza. Io, in particolare, amo la tradizione italiana del “riposo” – ossia quel momento della giornata, nel pomeriggio, in cui i negozi e gli uffici chiudono…

Ecco, di tutto abbiamo bisogno, tranne che dell’elogio della pausa pranzo chilometrica. Avvertitela che quel che serve a noi disperatamente è il contrario, e cioè uno sdoganamento culturale della velocità e dello stare sempre connessi. Poi magari, fra vent’anni, facciamo il giochino opposto volentieri.

Se no finisce come per il liberismo: che ci mettiamo talmente tanto a metterlo in pratica che un bel giorno arriva qualcuno a dirci che dobbiamo iniziare a difenderci dai danni di un processo di riforme mai iniziato.

Non sia mai.

Buon lavoro e benvenuto Huffington Post.

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