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Quest’estate arriveranno nei cinema italiani quattro film inediti di Hirokazu Kore-eda Dal 14 maggio all'1 luglio BIM porterà in sala quattro opere giovanili del regista, mai distribuite prima nel nostro Paese.
Un tribunale cinese ha stabilito che le aziende non possono licenziare i lavoratori per sostituirli con l’AI «L’intelligenza artificiale dovrebbe essere utilizzata per creare lavoro, promuovere l’occupazione e migliorare i salari», si legge nella sentenza.
Palantir ha lanciato la sua giacca da lavoro anche se nessuno l’ha chiesta e nessuno la vuole Anche perché non costa neanche poco: 239 dollari per un oggetto brandizzato da una delle aziende più controverse e criticate del mondo.
Fred Again ha messo tutti i pezzi che ha suonato nel suo USB002 tour in un video lungo 108 ore e l’ha pubblicato su YouTube Secondo gli storici di YouTube, è il video più lungo mai pubblicato dalla piattaforma. Anche uno dei più belli, ci permettiamo di aggiungere.
Costruirsi un cyberdeck è diventata l’ultima forma di protesta contro la prepotenza di Big Tech Sono piccoli computer "artigianali", costruiti con pezzi vecchi, economici e di seconda mano, e personalizzati in ogni modo possibile e immaginabile.
Tolti gli Stati Uniti, l’Italia è il Paese in cui Il diavolo veste Prada 2 sta incassando di più in tutto il mondo Il film sta infrangendo record su record al botteghino italiano: ha già superato il milione di presenze in un solo fine settimana di programmazione.
Si è svolta in Colombia la prima conferenza dei Paesi che vogliono abbandonare per sempre i combustibili fossili Vi hanno preso parte 57 Paesi (compresa, a sorpresa, l'Italia). L'obiettivo è liberarsi della dipendenza dal fossile immediatamente.
L’Europa sta pensando di sanzionare Israele. Non per i crimini commessi a Gaza, però: per aver comprato dalla Russia del grano rubato all’Ucraina Una nave della flotta ombra russa sarebbe stata fatta entrare nel porto di Haifa, con un carico di 25 mila tonnellate di grano rubato nei territori ucraini occupati.

Ariana Grande è diventata grande

Gli anni difficili l'hanno trasformata in un'artista in grado di produrre due ottimi dischi a distanza di pochi mesi (e vincere un Grammy).

12 Febbraio 2019

Lo riassume bene Pitchfork nella recensione di thank u next: «Con Rihanna concentrata su make-up e lingerie, Beyoncé impegnata nel ruolo della metà migliore dei Carters e Taylor che non sembra disposta a condividere altro che la sua comprensione livello base della politica [e Selena Gomez sparita, aggiungo io], Ariana Grande è ascesa al trono». L’album thank u next è uscito l’ 8 febbraio 2019, a pochi mesi di distanza dal quello precedente, Sweetener, grazie al quale la cantante ha meritato il suo primo Grammy – Best pop vocal album – annunciato durante la cerimonia dell’11 febbraio (anche qui bastava fidarsi della recensione di Pitchfork, pubblicata come sempre un paio di giorni dopo l’uscita dell’album, agosto 2018: «Dopo anni di ricerca, Ariana Grande ha trovato la sua vera voce», scriveva Jillian Mapes, «Sweetener è un album di musica pop esemplare»). La vincitrice del Grammy, però, non ha partecipato ai Grammy. Pochi giorni prima della cerimonia, quando Los Angeles era già tutta tappezzata di cartelloni con la sua faccia, Grande ha litigato con i produttori dell’evento per via delle modalità con cui avrebbe dovuto esibirsi durante la serata (quante e quali canzoni) e quindi non solo ha deciso di non cantare, ma non ha più voluto partecipare alla festa.

Nonostante l’assenza, la cantante è stata molto attiva prima, durante e dopo la premiazione. Prima, pubblicando sul suo profilo Instagram una serie di magnifiche fotografie con l’abito da sogno – Zac Posen – che avrebbe dovuto indossare alla cerimonia. Durante, esprimendo il suo parere sui premi, in particolare sul mancato Grammy a Mac Miller, il suo ex, con commenti come «fuck», «trash», «total bullshit» (tweet che poi ha cancellato, specificando di non avere nulla contro Cardi B, prima donna nella storia a vincere il premio per il Best Rap Album). Dopo, pubblicando su Instagram un tenero micro-video di lei che riposa insieme a Myron (il brutto cane ereditato da Miller) accompagnato da una frase di ringraziamento in cui ricorda, tra l’altro, le sue origini italiane (i suoi bisnonni Antonio Grande e Filomena Lavenditti emigrarono negli Stati Uniti da Gildone, Campobasso, nel 1912).

Dai fan che la seguono da quando interpretava una ragazzina molto buffa e un po’ scema nelle serie tv per pre-adolescenti (vocina irritante e capelli rosso fuoco), ai critici musicali che l’hanno vista crescere attraverso cinque album, oggi tutti sono d’accordo nell’affermare che, a 26 anni, Ariana Grande può dirsi finalmente un’artista matura. L’ultimo periodo è stato molto difficile. Prima l’attentato alla fine del suo concerto alla Manchester Arena (il 22 marzo 2017, 23 vittime e 500 feriti), di cui prova a parlare – mettendosi a piangere diverse volte – per la cover story di The Fader. Poco dopo l’uscita di questa intensa intervista – “Ariana Grande found stable ground where there was none”, dice il sottotitolo – la morte del rapper Mac Miller (overdose di cocaina, fentanyl e alcol), il suo ex, che lei aveva lasciato soltanto 3 mesi prima, dopo diversi anni di relazione.

Come canta oggi in “7 rings”, «Being through some bad shit / I should be a sad bitch / Who woulda thought it’d turn me to a savage». Accompagnato da un video strepitoso diretto da Hannah Lux Davis, il pezzo – 3 minuti di lei che afferma di potersi comprare tutto ciò che vuole, capelli compresi – ha scatenato un po’ di polemica: pare sia stato accusato di essere un ottimo mix di plagi. Un po’ lo stesso trattamento ricevuto dalla nostra “Rolls Royce“, arrivata soltanto nona a Festival di Sanremo. E dire che selezionare una serie di opere del passato recente e remoto, scomporle, imitarne alcuni dettagli e mescolare il tutto ottenendo un prodotto finale uniforme e credibile non dà proprio l’idea di essere una cosa facilissima e nemmeno vietata.

Ariana Grande in una foto promozionale per l’album Thank U Next

Nonostante gli esordi à la Miley Cyrus, l’evoluzione di Ariana Grande non ha previsto ribellioni o auto-annientamenti di sorta (massima trasgressione della sua vita: una volta, accettando la sfida del suo fidanzato di allora, il ballerino Ricky Alvarez, si era permessa di leccare un donut in esposizione in una pasticceria e dire «odio l’America», poi si era scusata moltissimo con tutti). Grande non è una a cui piace combinare casini, anzi, è la tipica crocerossina”la brava ragazza che si innamora del tossico e cerca di redimerlo, l’approdo sicuro del bello e dannato. Ma forse sta imparando a correggere anche questo: l’ultimo amore, il comico Pete Davidson, è durato poco, nonostante entrambi delirassero di nozze imminenti. Nel periodo in cui stavamo insieme, Variety aveva incluso Davidson tra i ventenni che avrebbero conquistato Hollywood, dedicandogli una delle 3 copertine. Da quando Ariana l’ha lasciato non se n’è più sentito parlare.

A proposito di ex: se c’è una canzone che ha diviso il prima dal dopo nella carriera di Ariana è proprio “thank u next”, il pezzo da record (così tanti che è impossibile elencarli: dagli ascolti su Spotify alla Billboard Hot 100) dedicato a loro, gli uomini della sua vita. Il video ha battuto ogni record di visualizzazioni, diventando il miglior debutto della storia di Youtube: la protagonista è un Ariana divertente e divertita che ricorda la ragazzina rossa degli esordi, molto buffa e un po’ cretina, ed è un mix di citazioni dei cult teen degli anni 2000, da La rivincita delle bionde a Mean Girls (ma c’è anche un cameo di Kris Jenner, perché no). Ariana canta di un’indipendenza molto affollata, citando uno a uno i suoi ex, chiamandoli per nome: Sean, Ricky, Pete, Malcolm, parlando di come ha riscoperto se stessa dopo tutte le relazioni finite. Come a dire che l’indipendenza femminile non sta certo nell’imparare a stare da sole, quanto nella capacità di conservare il piacere di amare nonostante le delusioni e i rancori e diventare sempre più forti, senza per questo sacrificare la dolcezza, tantomeno l’autoironia.

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