Hype ↓
10:18 giovedì 4 giugno 2026
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.
Un tizio ha trovato per caso una demo unica di Is This It degli Strokes che la band aveva registrato e poi buttato È una prima versione dell'album, prodotta da Gil Norton, che Casablancas e compagni bocciarono e cestinarono. E che ora è miracolosamente riapparsa.
Secondo una ricerca scientifica gli uffici open space fanno male al cervello, fanno stancare di più e lavorare peggio A quanto pare ci voleva una ricerca per capire che rumore continuo, confusione incessante e assenza di spazio personale non fanno bene al cervello.
La pregiatissima collezione di vini di Stalin verrà venduta per finanziare l’apertura di una scuola di enologia in Georgia Al suo interno sono conservate più di 40 mila bottiglie, in parte prese dalle cantine degli zar e in parte scelte personalmente da Stalin.
Il prossimo film di Alice Rohrwacher sarà un adattamento del Barone rampante di Italo Calvino La regista non ha fatto in tempo a finire le riprese di Three Incestuous Sisters che è già arrivato l'annuncio del suo prossimo progetto.

Dobbiamo iniziare a prepararci al nuovo album degli Arctic Monkeys?

Secondo diversi indizi e indiscrezioni raccolte dai fan, la band è già al lavoro. Anzi, sarebbe già a buon punto.

25 Agosto 2025

La macchina dell’hype si è messa in moto, a voi la scelta se crederci o no. Come si legge su Far Out, gli Arctic Monkeys si starebbero preparando al ritorno sulla scena, a tre anni dal loro ultimo disco, The Car. Gli indizi sarebbero già due, ne manca quindi solo uno per fare una prova buona alla quale attaccarsi. Il primo indizio: dalla homepage del sito degli Arctic Monkeys sono spariti tutti i riferimenti a The Car, sostituiti dal logo della band. Per il resto la homepage è sempre la stessa, ma c’è una novità rilevante, secondo i fan: il link per l’iscrizione alla newsletter, segno, secondo gli ottimisti, di un annuncio imminente.

Il secondo indizio: secondo l’account X Has It Leaked, specializzato in indiscrezioni (che spesso si rivelano vere), la band avrebbe prenotato a novembre diverse sessioni in studio di registrazione, nonostante i diversi impegni solisti, tutti ancora confermati.

Il terzo indizio, in realtà, ci sarebbe già, ma non è detto che sia un indizio vero. Sempre su Far Out si legge che il 6 agosto i membri della band – Alex Turner, Matt Helders, Jamie Cook e Nick O’Malley – avrebbero aperto una nuova società, Bang Bang Recordings LLP, dopo la chiusura della precedente e quasi omonima Bang Bang Tour Services LLP, avvenuta l’1 aprile. Ora, come si capisce dal nome, la seconda serviva per organizzare tour e il fatto che sia stata chiusa, secondo i fan, è la conferma che gli Arctic Monkeys non hanno intenzione di andarsene troppo in giro nell’immediato futuro, perché devono stare in studio a registrare il nuovo album. Do or don’t believe the hype, decidete voi.

Articoli Suggeriti
È in lavorazione un remake de Gli uccelli di Alfred Hitchcock

La protagonista sarà Sarah Snook (Shiv di Succession) e la produzione ha già annunciato grosse modifiche alla trama e all'ambientazione.

«Se esco da una mostra con un pensiero, l’arte ha fatto il suo lavoro»

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista e fondatrice della Fondazione che porta il suo nome, racconta trent'anni di arte contemporanea – e il sogno veneziano diventato realtà.