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I dazi turistici sono l’ultimo fronte nella guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa Mentre Trump impone agli stranieri una maxi tassa per l'ingresso ai parchi nazionali, il Louvre alza il prezzo del biglietto per gli "extracomunitari".
Papa Leone XIV ha benedetto un rave party in Slovacchia in cui a fare da dj c’era un prete portoghese Il tutto per festeggiare il 75esimo compleanno dell'Arcivescovo Bernard Bober di Kosice.
I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.
La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan ha nominato il nuovo governo e ha fatto ministri tutti i membri della sua famiglia In un colpo solo ha sistemato due figlie, un nipote, un genero, un cognato e pure un carissimo amico di famiglia.
Sally Rooney ha detto che i suoi libri potrebbero essere vietati in tutto il Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action E potrebbe addirittura essere costretta a ritirare dal commercio i suoi libri attualmente in vendita.
In Francia è scoppiato un nuovo, inquietante caso di “sottomissione chimica” simile a quello di Gisèle Pelicot Un funzionario del ministero della Cultura ha drogato centinaia di donne durante colloqui di lavoro per poi costringerle a urinare in pubblico.
Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente possiamo vedere le prime immagini di Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant Presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia, è il film che segna il ritorno alla regia di Van Sant dopo una pausa lunga 7 anni.
Un esperimento sulla metro di Milano ha dimostrato che le persone sono più disponibili a cedere il posto agli anziani se nel vagone è presente un uomo vestito da Batman Non è uno scherzo ma una vera ricerca dell'Università Cattolica, le cui conclusioni sono già state ribattezzate "effetto Batman".

Apple testimonia davanti al Congresso USA

01 Marzo 2016

Oggi il consigliere generale di Apple Bruce Sewell testimonierà davanti al Congresso americano per spiegare perché la società non vuole sbloccare l’iPhone di uno dei due terroristi responsabili del massacro di San Bernardino dello scorso dicembre. Il Guardian ha anticipato parte del suo discorso, che si incentrerà sulle implicazioni per la cybersicurezza: «Hacker e cybercriminali potrebbero sfruttare il caso per attaccare la nostra privacy e sicurezza personale», dirà Sewell. «Alcuni di voi avranno un iPhone in tasca, e se ci pensate ci sono molte informazione che un ladro potrebbe usare per entrare in casa vostra».

A febbraio l’Fbi aveva chiesto ad Apple di sbloccare l’iPhone 5C usato da Syed Rizwan Farook, uno dei due giovani che hanno ucciso 14 persone nella cittadina californiana (i due sono stati uccisi dalla polizia durante la sparatoria). Il Ceo Tim Cook si era rifiutato di collaborare, definendo la richiesta delle autorità «senza precedenti». A quel punto, sia Apple che Fbi hanno deciso di rivolgersi al Congresso per risolvere la loro disputa ed entrambe le parti dovranno testimoniare per convincere i legislatori delle loro ragioni. Oggi è il turno di Apple, il cui delegato parlerà davanti alla Commissione giustizia della Camera dei rappresentanti.

Sul caso in generale, potrebbe pesare una recente sentenza di un tribunale di New York. Lunedì, infatti, Apple ha vinto una battaglia legalea Brooklyn per non sbloccare l’iPhone di un trafficante di droga, come invece richiesto dalle autorità locali: «Sarebbe assurdo sostenere che l’autorità governativa abbia chiesto altro se non qualcosa di odioso per la legge», ha scritto in una sentenza di 50 pagine il giudice James Orenstein. La sentenza di New York potrebbe avere qualche impatto sulla vicenda californiana, tuttavia non è necessariamente un precedente vincolante. Inoltre la vicenda di San Bernardino potrebbe riguardare questioni di sicurezza nazionale di rilevanza maggiore di quella di Brooklyn.

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In realtà Apple ha in passato sbloccato almeno 70 iPhone su richiesta delle autorità. Adesso però sembra avere cambiato politica. Edward Snowden ha definito la vicenda come «il caso tech più importante del decennio». Una delle più importanti società di sondaggi americane, il Pew Research Center, ha condotto un rilevamento sulla questione: la maggior parte degli americani sembrano dalla parte dell’FBI: il 51 per cento dice che Apple dovrebbe sbloccare l’iPhone, e solo il 38 per cento sostiene che non dovrebbe.

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