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22:43 giovedì 4 giugno 2026
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.

Con la sua nuova pubblicità Apple ha scelto di mostrarsi veramente “cattiva”

09 Maggio 2024

Se non l’avete ancora visto, ecco qui una breve descrizione dell’ultima pubblicità Apple per iPad, che sta facendo arrabbiare tantissima gente in giro per internet (il video è qui): un’enorme pressa idraulica che a poco a poco si abbassa su una serie di oggetti molto grossi e molto utili, almeno un tempo: una tromba, una televisione, un pianoforte, una lampada, un mixer musicale, una batteria, una serie di barattoli di vernice, un manichino per prendere misure, un mappamondo, un videogioco arcade, una lavagna con gessetti colorati, una scacchiera, un pupazzetto di Angry Birds, un metronomo. Insomma, tantissima roba. La pressa non incontra resistenza: tutto si piega, si storce, si deforma ed esplode. L’idea della pressa idraulica è presa da una serie di video del tipo “ASMR” molto celebre su Youtube, o Instagram, o TikTok, in cui – appunto – delle presse dello stesso tipo scendono senza timore su una serie di oggetti e, la cosa, dà a certi esseri umani una particolare soddisfazione.

Quando la pressa si rialza dopo aver schiacciato tutta questa serie di utensili – utensili, possiamo dire, con cui si produce quell’enorme cosa che chiamiamo generalmente “arte” – rimane una cosa sottilissima: tutto quel ben di dio è diventato un iPad. Bell’idea di marketing? Beh, sì. Il video dura un minuto, e da quando è stato pubblicato su Twitter da Tim Cook, hanno iniziato a fioccare – a migliaia, a decine di migliaia – i commenti negativi. Molto negativi. Persone tristi, soprattutto persone arrabbiate. È possibile pensare be Apple non avesse previsto un backclash del genere? Naturalmente no.

È facile immaginare il perché di questo disagio o di questa rabbia: c’è una delle più grandi corporation tecnologiche del mondo che, mentre un’allegra canzone di Cher suona in sottofondo, si fa vanto di poter distruggere senza indugio un’enorme quantità di strumenti analogici (ma anche non) con cui milioni di persone hanno e continuano a fare arte. È la simbologia della pressa: non è, per dire, Mago Merlino che, nel fare le valigie per volare a Honolulu, riesce magicamente a infilare tutta una casa dentro una borsetta – e quindi, tutto questo ben di Dio dentro il piccolissimo iPad. È anche, scrive l’Atlantic in un editoriale, il simbolismo insito nel distruggere strumentazione per centinaia di migliaia di euro o dollari: e ok, sarà anche CGI, ma il concetto cambia poco, perché l’effetto allo stomaco, o al cuore, è quello più realistico che ci sia. Infine, c’è la violenza che si vede, alla fine, anche su degli “emoji” che sono comunque rappresentativi di facce umane, anzi: infantili. E con le immagini sempre più diffuse sul destino di decine di migliaia di bambini a Gaza, anche questo parallelo appare quantomeno disturbante.

Scrivono sempre Damon Beres e Charlie Warzel, sulla testata americana: «La gente non è infuriata con Apple perché sta dalla parte dei trombettisti: sono lividi di rabbia perché questa pubblicità ci dice qualcosa sul bilanciamento del potere». Giusto giusto 40 anni fa, nel 1984, andava in onda uno dei più famosi “commercial” del brand: mostrava un uomo armato di martello da demolitore – ancora le demolizioni, vedete? – che distruggeva però uno schermo in cui parlava un “Grande Fratello” a un’audience di uomini trasformati in automi. Il martello mandava in pezzi lo schermo, una voce diceva: «Il 24 gennaio Apple Computer presenterà il Macintosh. E vedrete perché il 1984 non sarà come 1984». Come cambiano i tempi.

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