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È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

I dipendenti Apple hanno lanciato una petizione per non tornare in ufficio

22 Agosto 2022

Durante la scorsa settimana, i dipendenti Apple hanno ricevuto una comunicazione firmata dal Ceo Tim Cook: buone vacanze, godetevi ferragosto e preparatevi perché a settembre si torna in ufficio almeno per tre giorni alla settimana (il martedì, il giovedì e un giorno a scelta, nelle intenzioni dell’amministratore delegato). I lavoratori si sono presi una settimana per pensarci e poi hanno deciso che loro di ritornare in ufficio non hanno proprio nessuna voglia né intenzione. Come riporta il Guardian, in risposta alla comunicazione di Cook i dipendenti – in particolare un misterioso gruppo per ora noto solo con il nome collettivo di Apple Together – è stata lanciata una raccolta firme per rifiutare questo piano di parziale “ritorno alla normalità” proposto dall’azienda. «Sei un dipendente Apple office-based? Sei tutt’altro che entusiasta dell’obbligo di tornare in ufficio? Firma questa petizione, unisciti alla protesta», si legge in un tweet pubblicato oggi da Apple Together.

E dire che Cook era convinto di aver raggiunto, con la sua ultima proposta, un compromesso soddisfacente per tutte le parti. L’iniziale Rto (return to office) plan dell’azienda era più rigido e prevedeva un obbligo di lavoro in presenza per tre giorni alla settimana – lunedì, martedì e giovedì – una decisione che il Ceo aveva definito necessaria al fine di mettere assieme il nuovo bisogno di flessibilità manifestato dai dipendenti e «il dovere di preservare la collaborazione in presenza che è così fondamentale per la nostra cultura lavorativa». Per tutta risposta, i lavoratori gli hanno detto che il ritorno in ufficio renderebbe più difficile l’inserimento e l’integrazione dei lavoratori e costituirebbe un problema per il benessere di molti di loro. «Siamo convinti che Apple dovrebbe incoraggiare e non ostacolare il lavoro da casa, in modo da costruire un’azienda più flessibile dove tutti possano sentirsi a loro agio», si legge nella petizione. Costringendo al ritorno in ufficio, Apple rifiuterebbe di riconoscere che il lavoro da casa ha reso molti lavoratori «più felici e produttivi», secondo i firmatari.

Dal canto suo, però, l’azienda pare convintissima della necessità di tornare ad avere gli uffici pieni almeno per tre giorni alla settimana. Al contrario di Twitter e Facebook, per esempio – tech companies che hanno concesso ai loro dipendenti la possibilità di scegliere di lavorare permanentemente da casa – Apple su questo punto non ha intenzione di cedere. E, stando a quanto successo negli scorsi mesi, pur di vedere i dipendenti tornare alle scrivanie è disposta anche a perderne alcuni a favore della concorrenza. A maggio Ian Goodfellow, direttore della divisione aziendale dedicata al machine learning, ha annunciato che avrebbe lasciato Apple e si sarebbe trasferito da Google anche e soprattutto per la possibilità di continuare con il remote working: «Sono sicurissimo del fatto che una maggiore flessibilità sarebbe stata la cosa migliore per il mio team», ha dichiarato nel suo ultimo giorno di lavoro a Cupertino.

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