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Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
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Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.
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Antonello da Messina, pittore non umano

È a Palazzo Reale a Milano ed è probabilmente la mostra italiana più importante del 2019.

28 Febbraio 2019

Come spiegare a parole la perfezione dell'”Annunciata”: un viso, due mani, un libro. Un’icona compatta, un triangolo blu. Da qualche giorno quest’immagine ha popolato le strade di Milano. Dai cartelloni, dagli autobus, dai muri, decine di vergini reagiscono all’arrivo dell’angelo, angelo che, considerando il punto di vista, potremmo anche essere noi, gli spettatori. Il quadro rappresenta una rivoluzione dell’arte proprio per la scelta di rappresentare Maria nel momento dell’annunciazione senza dipingere l’angelo annunciatore, posizionandolo all’esterno, davanti. L’eterna reiterazione di un attimo, la metafora suprema della pittura: ogni volta che la guardiamo, l’immagine sussulta davanti a noi.

Di Antonello da Messina sono rimaste pochissime opere. Solo 35 sono scampate agli avvenimenti naturali – alluvioni, terremoti – e all’incuria degli uomini. Tra quelle rimaste, alcune hanno subito pesanti restauri, altre sono sopravvissute miracolosamente intatte. La mostra in corso a Palazzo Reale è lo sviluppo di un progetto espositivo precedentemente presentato a Palermo (dal 14 Dicembre 2018 al 10 Febbraio a Palazzo Abatellis), che nella sua versione milanese (frutto della collaborazione fra la Regione Siciliana e il Comune di Milano con la produzione di Palazzo Reale e MondoMostre Skira), a cura di Giovanni Carlo Federico Villa, riunisce fino al 2 giugno 19 opere dell’artista provenienti da tutta l’Italia e da varie città europee. Il secondo capolavoro della mostra, ad esempio, il “San Girolamo nello studio”, proviene dalla National Gallery di Londra.

Giovan Battista Cavalcaselle, Ecce Homo, Metropolitan, da Antonello da Messina, Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia

E in tema di scambi proficui tra città europee, le parole con cui il sindaco di Milano ha commentato la mostra spiegano molto: «La bellezza senza pari della figurazione, del cromatismo e dello stile di Antonello è nata in Sicilia, si è sviluppata in dialogo fecondo con la pittura Veneta e Lombarda, ha assunto in sé il meglio dell’espressione fiamminga arrivando a parlare agli artisti dell’intera Europa. Antonello è l’uomo rinascimentale, pienamente europeo proprio perché intensamente legato alle sue origini. Milano città d’Italia, Milano europea, Milano aperta al mondo offre l’incontro con Antonello anche – e forse soprattutto – per ricordare a noi stessi e all’Europa chi siamo e cosa sappiamo essere quando la nostra cultura ha il coraggio di aprirsi, di competere e di confrontarsi con gli stimoli esterni, assumendo e rinnovando la generosità intellettuale del maestro messinese».

A chiudere il percorso espositivo, la “Madonna con il Bambino” eseguita, l’anno dopo la morte del padre, da Jacopo d’Antonio detto Jacobello, che nella firma indica di essere il figlio di «pittore non umano». Jacobello faceva parte della bottega di Antonello e si fece carico di completare le opere lasciate in sospeso a causa della morte. Allestita con gusto e sobrietà, ben illuminata, arricchita di dati relativi alla biografia dell’autore, alle opere e al contesto storico perfettamente riassunti e organizzati, la mostra – forse la più importante di questo 2019 – comprende la possibilità di farsi guidare da uno sguardo molto speciale, quello del grande storico dell’arte Giovan Battista Cavalcaselle. Emozionanti quasi quanto le opere del pittore, infatti, sono i 19 meravigliosi disegni (7 taccuini e 12 fogli) del suo più devoto ammiratore, con le amorevoli ricostruzioni dei soggetti, dei paesaggi e delle architetture corredate di commenti, dati e lunghe descrizioni dei colori (tentativo disperato di tradurli in parole).

Antonello da Messina
Cristo morto sorretto da tre angeli, 1476-1477
olio su tavola di pioppo, Museo Correr, Venezia
(Archivio Fotografico – Fondazione Musei Civici di Venezia ©2018)

Ricchissimo il catalogo, pubblicato da Skira, con tutte le immagini delle opere esistenti e riconosciute di Antonello da Messina (più i saggi di Giovanni Carlo Federico Villa, Renzo Villa, Gioacchino Barbera e i testi di Roberto Alajmo, Nicola Gardini, Jumpa Lahiri, Giorgio Montefoschi e Elisabetta Rasy), stranamente belli perfino i souvenir: dai quadernini con l’Annunciata alla tote bag con il marinaio ignoto, le opere di Antonello sono perfette perfino sugli oggetti plasticosi di cui ci piace circondarci nel 2019, così come lo sono sui cartelloni, sugli autobus, su Instagram, ovunque. Forse perché, come giustamente diceva suo figlio, ci troviamo davanti a un pittore «non umano», quindi divino: ogni volta che le guardiamo, le sue immagini si rigenerano, ci rispondono.

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