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I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

Antonello da Messina, pittore non umano

È a Palazzo Reale a Milano ed è probabilmente la mostra italiana più importante del 2019.

28 Febbraio 2019

Come spiegare a parole la perfezione dell'”Annunciata”: un viso, due mani, un libro. Un’icona compatta, un triangolo blu. Da qualche giorno quest’immagine ha popolato le strade di Milano. Dai cartelloni, dagli autobus, dai muri, decine di vergini reagiscono all’arrivo dell’angelo, angelo che, considerando il punto di vista, potremmo anche essere noi, gli spettatori. Il quadro rappresenta una rivoluzione dell’arte proprio per la scelta di rappresentare Maria nel momento dell’annunciazione senza dipingere l’angelo annunciatore, posizionandolo all’esterno, davanti. L’eterna reiterazione di un attimo, la metafora suprema della pittura: ogni volta che la guardiamo, l’immagine sussulta davanti a noi.

Di Antonello da Messina sono rimaste pochissime opere. Solo 35 sono scampate agli avvenimenti naturali – alluvioni, terremoti – e all’incuria degli uomini. Tra quelle rimaste, alcune hanno subito pesanti restauri, altre sono sopravvissute miracolosamente intatte. La mostra in corso a Palazzo Reale è lo sviluppo di un progetto espositivo precedentemente presentato a Palermo (dal 14 Dicembre 2018 al 10 Febbraio a Palazzo Abatellis), che nella sua versione milanese (frutto della collaborazione fra la Regione Siciliana e il Comune di Milano con la produzione di Palazzo Reale e MondoMostre Skira), a cura di Giovanni Carlo Federico Villa, riunisce fino al 2 giugno 19 opere dell’artista provenienti da tutta l’Italia e da varie città europee. Il secondo capolavoro della mostra, ad esempio, il “San Girolamo nello studio”, proviene dalla National Gallery di Londra.

Giovan Battista Cavalcaselle, Ecce Homo, Metropolitan, da Antonello da Messina, Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia

E in tema di scambi proficui tra città europee, le parole con cui il sindaco di Milano ha commentato la mostra spiegano molto: «La bellezza senza pari della figurazione, del cromatismo e dello stile di Antonello è nata in Sicilia, si è sviluppata in dialogo fecondo con la pittura Veneta e Lombarda, ha assunto in sé il meglio dell’espressione fiamminga arrivando a parlare agli artisti dell’intera Europa. Antonello è l’uomo rinascimentale, pienamente europeo proprio perché intensamente legato alle sue origini. Milano città d’Italia, Milano europea, Milano aperta al mondo offre l’incontro con Antonello anche – e forse soprattutto – per ricordare a noi stessi e all’Europa chi siamo e cosa sappiamo essere quando la nostra cultura ha il coraggio di aprirsi, di competere e di confrontarsi con gli stimoli esterni, assumendo e rinnovando la generosità intellettuale del maestro messinese».

A chiudere il percorso espositivo, la “Madonna con il Bambino” eseguita, l’anno dopo la morte del padre, da Jacopo d’Antonio detto Jacobello, che nella firma indica di essere il figlio di «pittore non umano». Jacobello faceva parte della bottega di Antonello e si fece carico di completare le opere lasciate in sospeso a causa della morte. Allestita con gusto e sobrietà, ben illuminata, arricchita di dati relativi alla biografia dell’autore, alle opere e al contesto storico perfettamente riassunti e organizzati, la mostra – forse la più importante di questo 2019 – comprende la possibilità di farsi guidare da uno sguardo molto speciale, quello del grande storico dell’arte Giovan Battista Cavalcaselle. Emozionanti quasi quanto le opere del pittore, infatti, sono i 19 meravigliosi disegni (7 taccuini e 12 fogli) del suo più devoto ammiratore, con le amorevoli ricostruzioni dei soggetti, dei paesaggi e delle architetture corredate di commenti, dati e lunghe descrizioni dei colori (tentativo disperato di tradurli in parole).

Antonello da Messina
Cristo morto sorretto da tre angeli, 1476-1477
olio su tavola di pioppo, Museo Correr, Venezia
(Archivio Fotografico – Fondazione Musei Civici di Venezia ©2018)

Ricchissimo il catalogo, pubblicato da Skira, con tutte le immagini delle opere esistenti e riconosciute di Antonello da Messina (più i saggi di Giovanni Carlo Federico Villa, Renzo Villa, Gioacchino Barbera e i testi di Roberto Alajmo, Nicola Gardini, Jumpa Lahiri, Giorgio Montefoschi e Elisabetta Rasy), stranamente belli perfino i souvenir: dai quadernini con l’Annunciata alla tote bag con il marinaio ignoto, le opere di Antonello sono perfette perfino sugli oggetti plasticosi di cui ci piace circondarci nel 2019, così come lo sono sui cartelloni, sugli autobus, su Instagram, ovunque. Forse perché, come giustamente diceva suo figlio, ci troviamo davanti a un pittore «non umano», quindi divino: ogni volta che le guardiamo, le sue immagini si rigenerano, ci rispondono.

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