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16:01 giovedì 8 gennaio 2026
I fan Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.

Anche l’Iran ha il suo Occupy (forse)

30 Novembre 2011

«Hanno assaltato a più riprese l’ambasciata di Sua Maestà al grido di “covo di spie”. Hanno assediato il compound del “nemico”, sequestrato per alcune ore sei dipendenti della sede diplomatica, bruciato la bandiera britannica, dato alle fiamme documenti». La descrizione de L’Unità della protesta anti-inglese avvenuta a Teheran è concisa ma chiarissima: un centinaio di studenti, ieri a Teheran, hanno dato l’assalto alla principale sede diplomatica britannica (oltre che nel compound Qolhak), per protestare contro le nuove sanzioni portate avanti da Gran Bretagna, Usa e Canada. I diplomatici sono fuggiti, sia dall’edificio sia dal parco Qolhak, ma quando la polizia è riuscita a sgomberare i manifestanti, centinaia o migliaia di documenti erano già stati distrutti, gli uffici saccheggiati, vandalizzati. Lo slogan dell’azione era «covo di spie», lo stesso scandito nel 1979 durante il tristemente famoso sequestro di 52 funzionari americani. Londra, comprensibilmente, è infuriata. Unanime la condanna internazionale. Più tiepidina quella di Ahmandinejad e del ministero degli Esteri, che «deplora» l’avvenimento e definisce il comportamento degli studenti «da biasimare». Ma la cosa migliore l’ha fatta il sito di news iraniano Fars, descrivendo le violenze come “Occupy Embassy Movement“. Ora anche l’Iran è alla moda.

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