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10:27 domenica 13 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

Su Amazon Cina, il libro di Xi Jinping può prendere solo cinque stelle

22 Dicembre 2021

Le necessità della propaganda cinese sono note a tutti da sempre: il Partito Comunista e il suo leader Xi Jinping non sono certo noti per l’inclinazione al dibattito aperto e libero, per usare un eufemismo. Un’altra cosa nota da tempo, però, è che tutti devono, in una maniera o in un’altra, scendere a patti con l’immenso potere economico, politico e culturale che la Cina esercita nel nostro mondo, nella nostra epoca. Questo vale anche per le aziende, ovviamente, e soprattutto per una superpotenza come Amazon. L’azienda di Jeff Bezos negli ultimi giorni si è ritrovata al centro di un altro dibattito, dell’ennesima polemica, tutto causato dal delicato e fragile equilibrio necessario per mantenere un rapporto con la Cina.

Comincia tutto con la vendita, sulla versione cinese del sito di Amazon, dell’ultimo volume vergato da Xi Jinping, Governare la Cina. Tutti sappiamo che uno degli strumenti principali impiegati da Amazon per convincere e invogliare il cliente all’acquisto sono le recensioni dei prodotti lasciati dagli stessi utenti: il numero di stelle (da una a cinque) assegnate a un prodotto può fare la differenza tra la decisione di comprare e quella di lasciar perdere. Se per la maggior parte dei prodotti in vendita su Amazon le recensioni sono una parte del gioco accettata e accettabile, le cose si complicano quando in vendita c’è il libro del leader del Partito Comunista Cinese, la guida di un colosso politico ed economico capace di spostare con la sua forze le sorti del mondo. Dare una stella a Governare la Cina e dire, per esempio, che la prosa di Xi Jinping è tutt’altro che accattivante pone un problema serio. A quanto riporta The Times, pone un problema serio soprattutto ad Amazon, che per uscire dall’imbarazzo ha preso una decisione piuttosto radicale: se del libro di Xi non si può parlar bene, allora meglio non parlarne affatto. Pare che le uniche recensioni del libro permesse su Amazon.cn siano quelle che assegnano all’ultima fatica letteraria del leader cinese un minimo di cinque stelle. Quattro stelle è già considerata propaganda controrivoluzionaria, chissà.

Non è la prima volta, come detto, che si discute del controverso rapporto tra Amazon e la Cina. In un documento interno all’azienda risalente al 2018 venivano evidenziati una serie di “questioni fondamentali” nella costruzione e nel mantenimento del rapporto tra l’azienda e la Cina. Di questo documento fece scalpore soprattutto la parte in cui si sottolineava il fatto che «il controllo ideologico e la propaganda sono gli strumenti principali a disposizione del Partito per raggiungere e mantenere il potere. Non è compito nostro giudicare se tutto questo sia giusto o sbagliato».

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