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14:33 venerdì 9 gennaio 2026
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.

L’uomo condannato per lo stupro di Alice Sebold è stato scagionato grazie al film tratto da un libro di Alice Sebold

25 Novembre 2021

Quarant’anni fa la scrittrice Alice Sebold (conosciuta soprattutto per il romanzo Amabili resti) accusò un uomo di averla violentata. La scrittrice rivelò, nel 1982, di essere stata stuprata durante il suo primo anno di università, vicino al campus della Siracuse University. Del suo stupro aveva poi riconosciuto come colpevole Anthony Broadwater, condannato a un massimo di 25 anni in galera (è uscito dal carcere nel 1999, dopo 16 anni). Lunedì, quella sentenza è stata rovesciata e Broadwater scagionato: il processo del 1982 non può più essere considerato un giusto processo a causa delle «gravi mancanze» riscontrate negli anni successivi alla condanna e a una ormai sufficiente certezza che «in prigione ci è finito l’uomo sbagliato».

La cosa incredibile è che a mettere in dubbio la fondatezza dell’accusa rivolta a Broadwater ormai quarant’anni fa è stato il produttore esecutivo Tim Mucciante, che stava lavorando all’adattamento cinematografico del primo libro di Sebold, Lucky (l’oggetto di quel romanzo era proprio lo stupro di cui Sebold era stata vittima). Mucciante ha cominciato a nutrire dubbi sulla colpevolezza di Broadwater dopo aver letto una prima versione della sceneggiatura del film. Date le importanti differenze con il romanzo, il produttore a un certo punto ha deciso di assumere un investigatore privato e un avvocato per ricontrollare tutti gli atti del processo che aveva portato alla condanna di Broadwater. Da questa nuova analisi del caso sono venuti fuori diversi problemi: inizialmente Sebold avrebbe addirittura identificato un altro uomo come il colpevole del crimine, una persona diversa da Broadwater. La scrittrice poi cambiò idea e disse che la confusione iniziale era dovuta al fatto che Broadwater e l’altro uomo erano «quasi identici». Questa “confusione” di Sebold non fu mai neanche discussa durante il processo.

Nell’udienza che ha restituito a Broadwater la sua innocenza, il Procuratore Distrettuale William Fitzpatrick ha detto che «Non infangherò questa decisione di liberarla aggiungendoci le mie scuse. Non è sufficiente. Tutto questo non doveva succedere».

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