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08:42 sabato 7 novembre 2026
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Dopo aver scelto il tema più controverso di tutti (John Galliano), il Met Gala ha provato a rimediare scegliendo quello più noioso di tutti Il tema del prossimo Met Gala sarà “extraORDINARY: Fashion and the Poetics of the Everyday”, una mostra sugli abiti di tutti i giorni che prende il posto di quella su Galliano.
Le nuove assunte del Comune di Tokyo sono due capre a cui è stato affidato il campito di “curare” il prato attorno alla stazione Cioè, di brucare il prato attorno alla stazione di Yotsuya. Lavoro in cui Nagi e Pokke si sono fin qui dimostrate impeccabili.
Dopo che Trump l’ha definita «un cesso di Paese», la Norvegia ha risposto pubblicando una lista dei suoi bagni pubblici più belli L'Agenzia nazionale del Turismo norvegese ha pubblicato un articolo intitolato «Questi sono i cessi migliori del mondo?». E, in effetti, nel Paese ci sono davvero dei bellissimi bagni pubblici.
Rob Sand faceva il modello per Prada, ora è il primo democratico dopo vent’anni a diventare governatore dell’Iowa A lui, però, non piace che si parli del suo passato sulle passerelle di Milano e Parigi. Anche perché i suoi avversari lo hanno usato e lo usano contro di lui.
Un regista sta girando un film sulla gentrificazione a Milano che inizia così: un regista frustrato deve girare uno spot per il Comune di Milano sulla riqualificazione di un quartiere Si intitola La piccola illusione, l'ha diretto Fabrizio Recchi è un cortometraggio indipendente e si finanzia con un crowdfunding in cui le ricompense si chiamano "Subaffitto in nero" e "Attico vista cantiere".
Forse stavolta non dovremo aspettare dieci anni per vedere il nuovo film di Jonathan Glazer Il regista lo ha rivelato quasi per caso al New York Film Festival: dettagli non ne ha dati, però ha detto che è già a buon punto con la scrittura.

La figlia di Alice Munro ha raccontato di essere stata molestata dal patrigno e che la madre sapeva tutto

08 Luglio 2024

«Nel 1976 andai a trovare mia madre, Alice Munro, per l’estate nella sua casa a Clinton, Ontario. Una notte, mentre lei era via, suo marito, il mio patrigno, Gerald Fremlin, entrò nel letto dove dormivo e mi aggredì sessualmente. Avevo nove anni», comincia così il racconto pubblicato sul Toronto Star, scritto dalla figlia di Alice Munro, Andrea Robin Skinner. E poi peggiora: «La mattina dopo non riuscivo ad alzarmi dal letto. Mi svegliai con la mia prima emicrania, che nel corso degli anni si è trasformata in una condizione cronica e debilitante che continua ancora oggi. Desideravo andare a casa, tornare a Victoria per stare con mio padre, Jim Munro, la mia matrigna, Carole, e il mio fratellastro, Andrew. Il giorno in cui dovevo tornare a casa, Fremlin mi portò all’aeroporto. Mia madre era impegnata. In macchina, mi chiese di fare un gioco chiamato “show me”. Quando dissi di no, mi costrinse a raccontargli della mia “vita sessuale”, chiedendomi dettagli di giochi innocenti che facevo con altri bambini. Poi mi raccontò della sua vita sessuale».

Gerald Fremlin molesta in vari modi la bambina finché non diventa una teenager e, a quel punto, perde finalmente interesse. Negli anni dell’adolescenza, a causa degli abusi subiti, Andrea sviluppa emicrania cronica, bulimia e insonnia. Nel 2005, quasi 30 anni dopo il primo abuso, la donna trova il coraggio di denunciare. Fremlin, ormai ottantenne, viene accusato di “indecent assault” e si dichiara colpevole: ottiene una sospensione condizionale della pena e due anni di libertà vigilata. Alice Munro rimane con lui fino alla sua morte, nel 2013. A rendere il racconto di Andrea Robin Skinner ancora più scioccante, infatti, è la reazione di sua madre.

Skinner racconta di aver raccontato per la prima volta ad Alice Munro degli abusi subiti nel 1992, quando aveva vent’anni, scrivendole una lettera dopo che la madre aveva espresso simpatia per un personaggio di una storia che aveva subìto abusi sessuali dal suo patrigno. Andrea racconta la risposta della madre, decisamente più simile a quella di una moglie tradita che una madre disperata. Munro le rispose che i fatti le erano stati detti «troppo tardi, che lo amava troppo, e che era colpa della nostra cultura misogina se io mi aspettavo che lei negasse i propri bisogni, si sacrificasse per i suoi figli e rimediasse ai fallimenti degli uomini. Era fermamente convinta che qualunque cosa fosse accaduta tra me e il mio patrigno non aveva niente a che fare con lei».

Andrea Robin Skinner, che ora è una maestra di meditazione e mindfulness specializzata nel trattamento dei traumi infantili, ha spiegato così la decisione di pubblicare la sua versione dei fatti: «Volevo che anche questa storia, la mia storia, diventasse parte delle storie che le persone raccontano su mia madre. Non avrei mai voluto vedere un’altra intervista, biografia o evento che non mettesse in discussione la realtà di quello che mi era successo e il fatto che mia madre, messa di fronte alla verità, avesse scelto di restare e proteggere il mio molestatore».

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