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03:59 martedì 8 settembre 2026
Sarà un caso, ma le nuove uniformi della Space Force presentate da Trump somigliano molto a quelle di un certo regime di estrema destra che governò la Germania dal ’33 al ’45… La Casa Bianca, in un comunicato ufficiale, ha detto che l'ispirazione sono le divise di Starship Troopers. Ma le divise di Starship Troopers erano ispirate proprio a quelle delle SS.
Jeff Bezos continua a investire miliardi nella moda nella speranza che prima o poi qualcuno lo trovi simpatico Lauren Sánchez e Jeff Bezos continuano a investire milioni in tessuti ecologici e giovani designer. Ma di simpatia, per il momento, ancora nessuna traccia.
Si è scoperto che Van Gogh ha firmato solo il 15 per cento della sue opere perché tutte le altre le considerava troppo brutte per firmarle Lo ha rivelato una ricerca del Van Gogh Museum di Amsterdam, la prima dedicata esclusivamente alla firma "Vincent".
Il governo inglese ha esortato la popolazione a iniziare a far scorte di cibo e acqua per prepararsi agli eventi climatici estremi causati dal Super El Niño «Chi avrà delle scorte se la caverà molto meglio di chi non ne ha», ha detto la Ministra dell'Ambiente Angela Eagle.
È valsa la pena seguire tutti gli Emmy solo per vedere Rob Reiner vincerne uno storico, da record Ha vinto il premio per Outstanding guest actor in a comedy series per la sua interpretazione nella quarta stagione di The Bear.
L’ultima volta che un partito di estrema destra ha governato in Germania era QUEL partito di estrema destra Con la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt il Brandmauer, il muro che ha tenuto l'estrema destra fuori dai governi dal dopoguerra a oggi, potrebbe crollare.
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.

Alessandro Michele, l’italiano che sta cambiando la moda

12 Aprile 2016

Nell’ultimo numero del T Magazine, il magazine dedicato allo stile del New York Times, Alexander Fury firma un’insolita intervista doppia ad Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, e a Demna Gvasalia, responsabile di Vetements e Balenciaga. I due si sono incontrati per la prima volta il giorno del debutto di Gvasalia da Balenciaga, e proprio in quell’occasione sono stati fotografati insieme. Il giornalista inglese, già penna dell’Independent e Vogue.com, spiega che l’accostamento dei due designer, che pure può sembrare forzato, è dovuto al modo radicale in cui entrambi stanno cambiando l’industria. L’impatto della loro direzione creativa è stato infatti ugualmente forte e si è tradotto in un successo di mercato per molti versi inaspettato.

«Il fatto che fossero entrambi sconosciuti è il collegamento immediato fra Gvasalia e Michele, ma c’è qualcos’altro che li unisce (…) Esiste una sinergia tra l’approccio che entrambi hanno nei confronti delle barriere di genere – le ignorano – e del momento della sfilata, che usano per mostrare i propri vestiti e non per mettere su uno spettacolo. Entrambi parlano molto, velocemente, di abiti più che di moda, della realtà, di ciò che potrebbe piacere, e quindi vestire, a un ragazzo o a una ragazza per strada».

FASHION-FRANCE-VETEMENTS

Se l’approccio al metodo è dunque simile, il risultato è diametralmente opposto: «Le loro strade sono mondi differenti (…) Gli abiti riccamente decorati di Gucci sembrano cimeli di famiglia, mentre Vetements sembra uscito dal sacchetto dei vestiti da riciclare, un’accozzaglia di robe spiegazzate intenzionalmente brutte». Nel corso dell’intervista i due dicono molte cose interessanti, come quando Michele ammette: «La realtà è una grande parte del nostro lavoro. Credo che la moda, per troppo tempo, è stata come in prigione (…) Voglio dire, lavoro nella moda da tanto ma capisco queste cose dopo anni di prodotto, prodotto, prodotto. È un qualcosa che ha ucciso tutto, anche il mercato stesso. Un prodotto senza un’idea, un’anima, un’attitudine. Se non riesci a dare alle persone l’idea di appartenere a una sorta di tribù…». «Ne hanno bisogno» – concorda Gvasalia.

In testata: Alessandro Michele alla fine di una sfilata (Vittorio Zunino Celotto/Getty Images); La sfilata per l’Autunno Inverno 2016 di Vetements (Bertrand Guay/AFP/Getty Images)
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