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01:44 venerdì 24 aprile 2026
Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha assunto nel suo staff il creatore di È quasi magia Giany, una profilo Instagram di meme su di lui Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Secondo una ricerca, l’unico risultato che l’AI otterrà sicuramente e immediatamente è aumentare il numero di miliardari nel mondo Le proiezioni indicano che entro il 2031 i miliardari passeranno dagli attuali 3 mila a 4 mila. Tutto grazie agli investimenti in AI.
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Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari Per imbarcazioni e persone coinvolte questa missione è grande il doppio della precedente. Secondo gli organizzatori, si tratta della più grande mai fatta per la Striscia.
Lo Studio Ghibli ha fatto un nuovo film ma lo potrà vedere solo chi quest’estate andrà al Ghibli Park Si chiama Notte nella valle delle streghe e verrà proiettato l'8 luglio alla presenza dei registi.
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ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".

L’importanza di Achille Bonito Oliva

Dal 25 giugno 2021 al 9 gennaio 2022, la mostra A.B.O. THEATRON. L’arte o la vita al Castello di Rivoli esplora il lavoro di uno dei più conosciuti storici dell’arte, critici e curatori contemporanei.

di Studio
25 Giugno 2021

«Achille Bonito Oliva inaugura una figura di curatore particolarmente espressivo, istrionico, sperimentale, al contempo enciclopedico e comportamentale»: così il Direttore del Castello di Rivoli, Carolyn Christov-Bakargiev, descrive il protagonista della grande mostra A.B.O. THEATRON. L’arte o la vita che inaugura il 25 giugno. «Compagno di strada degli artisti, in netto contrasto con le figure dei critici d’arte tradizionali che, prima di lui e della sua generazione, realizzavano mostre basate su presunti criteri scientifici di selezione e interpretazione, Achille è narcisista ma non vanitoso, una creatura straordinaria e intelligentissima». Bonito Oliva (1939, Caggiano) è uno dei più conosciuti storici dell’arte, critici e curatori contemporanei. La mostra è il secondo capitolo del grande progetto dedicato dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e dal Centro di Ricerca Castello di Rivoli ai più autorevoli curatori d’arte contemporanea del XX e XXI secolo. Il protagonista del primo, organizzato nel 2019 in collaborazione con il Getty Research Institute di Los Angeles, era stato Harald Szeemann.

Achille Bonito Oliva con il cartello di Gino De Dominicis, alla mostra VII Biennale de Paris. Manifestation Biennale et internationale des jeunes artistes, Parc Floral, Bois de Vincennes, Parigi, 24 settembre – 1 novembre 1971. Foto © Massimo Piersanti, courtesy Archivio Massimo Piersanti

A.B.O. THEATRON. L’arte o la vita raccoglie opere d’arte, documentazione di allestimenti, materiale d’archivio e una grande selezione di materiali televisivi concessi da Rai Cultura e Rai 5 in collaborazione con Rai Teche (tra le ultime partecipazioni mediatiche del critico d’arte, la conversazione con Harry Styles commissionata da Gucci per GucciFest, la rassegna culturale che aveva accompagnato “OUVERTURE of Something that Never Ended”, la serie tv co-diretta da Alessandro Michele e Gus van Sant lo scorso novembre). La mostra è anche un’occasione per incontrare una selezione delle opere più famose della Transavanguardia e altri capolavori dell’arte italiana e internazionale. In occasione della mostra, Achille Bonito Oliva ha donato al Crri il suo archivio personale, mettendo a disposizione degli studiosi il patrimonio intellettuale costruito in oltre sessant’anni di lavoro, dai primi scritti adolescenziali ai più recenti.

Maurizio Nannucci, Gino Marotta, Paolo Scheggi, Piero Sartogo, Fabio Mauri e Gianni Colombo alla mostra Amore mio, Palazzo Ricci, Montepulciano, 1970. Foto Fabio Donato, courtesy Archivio Piero Sartogo

Le divise del personale del Castello di Rivoli realizzate da Alessandro Michele. Foto Valentina Sommariva Courtesy of Gucci

La mostra è articolata su tre livelli interconnessi: la curatela delle mostre, l’enciclopedica scrittura saggistica e lo spazio privato (affidata alle sue più importanti pubblicazioni e ad un vasto materiale inedito); l’espressione comportamentale e lo spazio pubblico (attività per la radio, il cinema e, soprattutto, la televisione, ma anche i progetti per giornali e riviste, le onorificenze e gli strumenti che ne hanno definito il culto della personalità). Per l’occasione, Gucci ha realizzato le divise indossate dal personale del Museo che accoglie i visitatori nelle sale e custodisce le opere esposte nel “teatro” della mostra. Come dei giardinieri di un parco immaginario, gli abiti verde salvia dei custodi (che richiamano le divise che avevamo visto in apertura della sfilata per collezione Primavera Estate 2020 a settembre 2019), chiamati “jardiniers du théatre”, segnalano il percorso dell’esposizione in un accompagnamento creativo che ribalta il tradizionale rapporto tra museo e sponsor.

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