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Abortista o anti-abortista? Mitt Romney non sa decidersi

Nel corso della sua carriera politica il candidato repubblicano Mitt Romney ha cambiato spesso parere riguardo l’aborto. Da pro-choice difensore del diritto delle donne di scegliere – e quindi di abortire – è passato al fronte opposto, allineandosi ai pro-life, che ritengono il diritto alla vita del nascituro più importante della libertà di scelta dei singoli. Nulla di male: cambiare idea è lecito. Solo che, come spiega William Saletan di Slate, “il problema di Romney non è che cambia idea: il problema è continua a cambiare versione della sua storia”. Per fare chiarezza sulla questione, il giornalista ha scritto per il magazine online un lungo articolo che riassume il Romney-pensiero riguardo lo spinoso argomento. A corredo del pezzo, un mini-documentario che funge da buon riepilogo.

 

Risultato: una grande confusione. Il candidato repubblicano è stato per anni difensore dell’aborto; poi ha cambiato drasticamente idea una volta diventato un politico a livello nazionale e smessa la carica di governatore del Massachusetts; poi è tornato pro-choice; e così via. In questo momento, per esempio, è considerato neutrale: critico nel confronto dell’aborto “libero” ma anche sostenitore della libertà d’azione degli individui in un campo come questo, che non può essere regolato dalla politica.

“La Conversione”, come l’ha ironicamente battezzata Slate è stata sintetizzata anche in una linea del tempo che ha registrato tutte le diverse prese di posizione del repubblicano.

 

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