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Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
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È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
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Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
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Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

A spasso con il design

11 Aprile 2011

Utili esercizi per apprezzare con consapevolezza le migliaia di cose e persone che vedremo a Milano nella Design Week più importante e famosa al mondo… cercando di restituire alla “parola ombrello”, design, il suo significato originario.

Il conto alla rovescia scandisce oggi, 11 aprile, l’apertura di una delle settimane più effervescenti dell’anno, cresciuta in modo esponenziale fra contenuti, iniziative e luoghi, intorno al Salone del Mobile e del Complemento d’arredo. Ora identificato, includendo le fiere specializzate, con la dicitura: I Saloni. Nel 2011: 50 Years Young!

È un fermento che cresce piano. Apre locali, fino a un momento prima serrati alla vista. Affolla aeroporti, metropolitane, ristoranti e alberghi. Apposta manifesti, guide, segnaletica su percorsi inediti. Poi al momento dato, all’unisono, centinaia di elementi cominciano a suonare un concerto di altrettante note, diffuso in migliaia di metri quadri, che sposta elastici sciami dal quartiere fieristico di Rho alle zone calde in città. A dirigerli: il design. 

A suon di inaugurazioni, rivelazioni e incontri imponiamoci di scoprire chi e come ci potrà migliorare, almeno un po’. Verità prima e ultima della progettazione. Se i “nuovi” mobili sono davvero prodotti con processi che considerano energia, emissioni, rifiuti, imballaggi e trasporti, e utilizzano materiali meno dannosi. Come la tecnologia ha cambiato concezioni e modi d’uso. Quanto le contrizioni, imposte dalla crisi, hanno inciso su qualità comunicative e investimenti produttivi. Per verificare le risposte, consigliamo di aggiungere alcuni esercizi, in postilla alle guide di orientamento nella mondanità della settimana.

Guardando un “pezzo di design”, fra un cocktail e l’altro, contempliamone la forma, più o meno bella, ma comprendiamo come si è giunti a quel risultato e se esprime mutamenti culturali, senza esserne vittima. Se ha una sua autonoma originalità o è solo una scialba copia linguistica. Dando una sistemata all’out-fit del giorno, individuiamo se diverso è sinonimo di affidabilità, sia nel nome di consolidata tradizione che in quello sconosciuto.

Ravvivando il rossetto pensiamo a quello che ci piace avere intorno e a ciò che è cambiato nella nostra casa, rispetto a quella di nonni e genitori. Sorprendendoci per un oggetto, poniamoci il dubbio se è solo eccentrico o se muove un’emozione, se ci mostra un’abitudine radicata che non distinguiamo più o ne rivela una mai notata. Giocherellando con le installazioni per strada, consideriamo se le vorremmo lì per sempre e come muta lo scenario e la vivibilità dello spazio. Compiacendoci della nostra esterofilìa, interroghiamo i tanti stranieri che scelgono di lavorare con le nostre aziende e sul perché scelgono di essere qui a Milano, in Italia.

Insomma, non perdiamoci nulla, ma cerchiamo di vederlo davvero e riflettiamo sulla funzione sociale del design, visto che catalizza tanto interesse. Infine, chiudendo gli occhi sul congedo alla faticosa settimana, scorreranno le immagini, come in una slot machine. Alcune resteranno più fisse di altre, rivelando le risposte. Ci diranno che il design è il progetto che veste e immagina la realtà e ci permette di viverla, a volte anche risolvendo problemi, piccoli o grandi. È la lungimirante ricerca di industriali e imprenditori illuminati e dell’ostinata sperimentazione artigianale che dà senso preciso alla creatività. Se cerchiamo e troviamo tutto questo, potremo allora dire di aver partecipato alla festa da protagonisti. Godendo non di uno spettacolo, ma della consultazione di un enorme catalogo di scelte che, prima o poi, capita a tutti di dover prendere e condividere.

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