E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
Cosa ha detto Bob Dylan di A Complete Unknown, il film su Bob Dylan appena uscito al cinema
A Complete Unknown è appena uscito nelle sale italiane ed è fresco di otto candidature agli Oscar (le trovate tutte qui). Attorno al film c’è una certa attesa, sarà perché Dylan è pur sempre Dylan, sarà perché Timothée Chalamet si è prodotto in uno dei più formidabili tour promozionali della storia recente del cinema, sarà perché il biopic musicale è un genere che piace (ne abbiamo scritto qui). Sarà quel che sarà, resta il fatto che A Complete Unknown è uno dei film del momento e ha anche ricevuto l’endorsement più importante di tutti: quello di Bob Dylan. Chi conosce davvero Dylan sa che non era affatto scontato che questo endorsement arrivasse e che le sue parole valgono più di tutte le recensioni positive.
Anche se, a essere onesti, c’è un passaggio di questo endorsement (pubblicato su X, piattaforma di cui Dylan è uno dei più indecifrabili e appassionanti utenti) che fa sospettare che Dylan il film non l’abbia visto affatto: «Timmy (Chalamet, ndr) è un grande attore e sono sicuro che sarà credibilissimo nella sua interpretazione del sottoscritto. O di una versione più giovane di me. O di un’altra versione di me». Insomma, decidete voi se fidarvi o meno di Dylan. L’unica cosa certa, e sulla quale possiamo dirci d’accordo con lui, è che A Complete Unknown è un bellissimo titolo.
There’s a movie about me opening soon called A Complete Unknown (what a title!). Timothee Chalamet is starring in the lead role. Timmy’s a brilliant actor so I’m sure he’s going to be completely believable as me. Or a younger me. Or some other me. The film’s taken from Elijah…
— Bob Dylan (@bobdylan) December 4, 2024
Il cantante ci parla di ricordi e piaceri, musica e traguardi, Sanremo 2026 e il Sanremo di Pippo Baudo. L’ultimo disco, Casa Paradiso, con i primi concerti giovanili, imitando gli Oasis, fino al nuovo tour nei palazzetti. La maturità e la famiglia con un certo sapersi godere la vita, le amicizie, i piaceri più semplici.
Dei Lumiere e dei cimiteri della Galizia, del teatro e della danza, del corpo e di psicologia della Gestalt: di tutto questo, e ovviamente di cinema, abbiamo parlato con il regista di uno dei film più amati, odiati, premiati e discussi dell'ultimo anno.
Il 19 febbraio 2016 moriva a Milano uno dei più grandi pensatori italiani. Dieci anni dopo, tutti cercano di appropriarsi di lui: destra e sinistra, apocalittici e integrati, intellettuali e populisti. Dimostrando, tutti, di non averlo capito.