Hype ↓
16:06 giovedì 26 febbraio 2026
L’avvocato di Maduro si è lamentato del fatto che Maduro non lo sta pagando per colpa delle sanzioni statunitensi al Venezuela Quando ha accettato di difendere in tribunale i coniugi Maduro, l'avvocato Barry Pollack non immaginava che avrebbe dovuto farlo gratis.
Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.
Dopo essere stato snobbato agli Oscar, Park Chan-wook si è consolato con la nomina a presidente della giuria del Festival di Cannes Il regista torna, stavolta con un ruolo "istituzionale", al Festival che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo: fu qui che nel 2004 presentò Oldboy.
L’Isis sta invitando i suoi miliziani a imparare a usare l’AI per diventare «jihadisti migliori» E sta fornendo anche delle pratiche guide per capire quale delle numerose AI oggi disponibile si presta meglio a ogni jihadistico proposito.
Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.
Dopo la giacca dedicata agli Oasis, Lidl ci riprova con una borsa a forma di carrello della spesa La trolley bag firmata dallo studio di design di Nik Bentel si può vincere iscrivendosi a un concorso sul profilo Ig della catena di supermercati
A Milano ha aperto BAOL, la prima biblioteca a offerta libera della città, pensata per i lettori in difficoltà economiche Si trova in viale Molise n. 47 e funziona così: chi vuole prendere in prestito, prende in prestito; chi vuole comprare, paga quel che può.
Un partito dell’estrema destra polacca che si chiama Nuova speranza, come un film di Star Wars, ha dovuto cambiare nome e ora si chiama L’impero colpisce ancora, come un film di Star Wars Il curioso cambio di nome è stato necessario per evitare la cancellazione, decisa da una sentenza di un tribunale di Varsavia per questioni finanziarie.

Los Angeles

17 Maggio 2011

Los Angeles viene spesso presa come esempio negativo di urban planning. Uno dei resoconti più dark è il viscerale Città di Quarzo, dove Mike Davis descrive come l’urbanistica a zone della città nasconda ed esalti fenomeni diversi e sinistri. I ricchi se la cantano e se la suonano tra gated communities, occultismo e scientologia, mentre ai poveri toccano gli abusi di potere e le guerre tra Bloods e Crips.

Al posto dell’iconica Statua della Libertà di New York, simbolo dei valori e del sogno americano, l’unico vero landmark è la scritta HOLLYWOOD, feticcio di finzione, gossip e perdizione vip. Programmi TV e musica hip-hop hanno tracciato geografie e mitologie antagoniste nell’immaginario collettivo: da una parte le colline di Beverly Hills 90210, dall’altra la South Central del gangsta rap.

Ma tra il vero più truce e la finzione più eterea, nel paradosso urbano di Los Angeles può succedere di tutto. Anche che un ex galeotto con l’afro arcobaleno e la faccia pittata, dal nome (piuttosto ridondante) di Tommy the Clown, incontri l’ultrafamoso David LaChapelle. E che LaChapelle, che ha fatto foto pure per Warhol, gli dia i suoi proverbiali 15 minuti di celebrità facendoci su un documentario.

Innanzitutto, Tommy the Clown (vero nome Thomas Johnson) ha sempre vissuto al crocevia di tutti gli stereotipi sulla vita nei ghetti di LA.

Cresciuto a Watts (teatro dei disordini del 1965), cinque anni in carcere per spaccio, rilasciato nel ’92 giusto in tempo per vedere South Central devastata dalle rivolte post Rodney King. Decide di cambiare vita, trova lavoro ed intrattiene i figli dei colleghi alle feste. Tra break dance e buffonerie del caso inventa il clowning, uno stile di danza street frenetica e spettacolare che, piano piano, coinvolge bambini e ragazzi. Diventa una figura esemplare, crea un’accademia per clown, il suo stile si evolve e dalle numerose crew della zona ne nasce anche uno nuovo e più hardcore, il krumping, che attira l’attenzione di LaChapelle.

Quando nel 2005 il fotografo arriva a girare Rize, Tommy the Clown è già qualcuno. Rappresenta un’alternativa ai gangster che definiscono l’immaginario del sud LA, un modello adulto energetico e positivo che promuove creatività personale e spirito di gruppo. Proprio in quest’ottica organizza le battle che costituiscono la parte più spettacolare del film, uno spettacolo esaltante e colorato con una potenza visiva che va oltre l’ironia glam caratteristica di LaChapelle.

Dopo il film, clown e krumping spopolano tra i vip: si esibiscono per Madonna e Pamela Anderson, appaiono nei video dei Chemical Brothers, nel 2008 Tommy the Clown apre una fondazione a beneficio della gioventù a rischio insieme a Snoop Dogg. E continua a fare feste ed eventi per le scuole.

A questo punto viene spontaneo chiedersi quanto sia sopravvissuto al film. Se io dico South Central, voi pensate ancora ad Ice T, mica ai clown.

C’è chi ha criticato Rize per l’eccessivo alone patinato tipico di LaChapelle e la poca considerazione dei problemi del quartiere. Ma il merito del fotografo è stato proprio quello di mostrare l’energia senza compromettere lo stile. Esaltandolo, anzi. Un po’ come successe con il disco Bangin’ on Wax del 1993, in cui veri membri di Bloods e Crips si sparavano strofe invece di proiettili, il clowning è riuscito a lanciare un messaggio positivo senza negare l’appeal dell’hip-hop. Rize ha raccolto lo spirito di ciò che documenta ed ha mostrato che può rendere la gente di South Central orgogliosa, colpendo l’immaginario collettivo. Non è una mistificazione, è un’operazione che mira a correggere il concetto di cool, prepotentemente rivendicato da esempi autodistruttivi. Grazie ai muscoli mediatici di LaChapelle, la visione emancipatrice di Tommy the Clown ha gareggiato ad armi pari con i gangster già patinati e contropatinati da tempo nei video musicali.

Film come South Central mostrano un problema, Rize mostra una possibile soluzione. E altera la topologia di quell’area di LA nell’immaginazione collettiva, che ha un’importanza da non sottovalutare. Perché è attraverso l’immaginazione che la gioventù del ghetto, come tutti, proietta il proprio futuro.

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero