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02:24 mercoledì 1 aprile 2026
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

Giovani illustratori: Elena Xausa

La prima intervista a uno degli artisti coinvolti nel progetto New Italian Classic realizzato da Studio per Pitti Uomo 2016.

08 Giugno 2016

In occasione di Pitti Uomo, in programma da 14 al 17 giugno a Firenze, quattro autori scelti da Studio descrivono quattro concetti del nuovo vestire maschile, e quattro illustratori danno forma alle loro parole. Per anticipare alcuni temi del progetto, in questi giorni pubblicheremo un’intervista ai quattro disegnatori coinvolti e un portfolio dei loro lavori che ci piacciono. Iniziamo con Elena Xausa: cresciuta in provincia di Venezia, ha studiato a Treviso e vive a Berlino. Tra i suoi clienti: Fendi, Nike SB, Adidas, Swisscom, Rizla, Teatro La Scala Milano, Musei Civici di Venezia, Moleskine. Ha illustrato le pagine di: The New York Times, Le Monde, Feltrinelli, Rolling Stone,  Vice, Icon, IL Magazine, L’Officiel Hommes e Studio.

 

 Ciao Elena, cos’è per te un classico italiano?

“Io, tu, noi tutti” di Lucio Battisti.

 Quali sono i motivi ispiratori del tuo lavoro, le influenze, i maestri?

Sono una persona flessibile e curiosa, mi piace mettermi alla prova usando a volte tecniche diverse o modalità diverse. Talvolta lavoro per semplice composizione armoniosa di oggetti significativi, a volte invece voglio trasmettere un concetto ironico con immediatezza quindi procedo per sintesi, altre volte voglio creare delle narrazioni o dei mondi. Tutto molto vario insomma, come variegate sono le mie influenze. Non ho dei veri e propri maestri, di ognuno mi colpisce un aspetto sempre diverso: Geoff Mcfetridge per una questione di approccio sintetico, Bob Gill e Steinberg e gli illustratori dell’est Europa per la loro ironia, John Alcorn e Matisse per l’uso dei colori, Wesselmann per le linee, Gari Card e Nathalie du Pasquier per la loro trasversalità… una gran accozzaglia che potrebbe andare avanti all’infinito. A tutto questo si affianca una grande passione per i musei etnologici, per oggetti industriali e manufatti artigianali, le scenografie e le architetture o l’arte spontanea.

ⓢ Che differenza c’è tra il lavoro di illustrazione classico (editoriale) con quello che avete realizzato per Pitti, che ha un rapporto con lo spazio fisico? Quali difficoltà? Quali libertà?

Disegnare di per sé non è molto complicato, serve solo qualcosa che marchi una superficie. Tutti possono farlo, dai più bravi disegnatori fino ai bambini. È un mondo a sé, senza regole di proporzione, senza forza di gravità, senza elementi esterni che possano in qualche modo influenzare il nostro elaborato. Lavorare con lo spazio fisico è invece molto più complicato, ma anche appagante, la componente progettuale si fa maggiore perché maggiori sono gli elementi da considerare. Mi capita di lavorare spesso per vetrine di negozi o allestimenti e mi diverto a immaginare le soluzioni e gli spazi.

ⓢ Che rapporto hai con la moda? Come ti vesti? Cosa ti piace indossare?

Coco diceva: «La moda è fatta per diventare fuori moda». Per evitarlo cerco di vestirmi basica ma ricercata, spesso monocromo, senza grandi accessori.

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