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21:36 lunedì 19 ottobre 2026
Gli studenti francesi stanno facendo diventare virale quel video di Jean-Luc Godard che al Festival di Cannes del 1968 dà degli idioti ai giornalisti che volevano parlare di cinema mentre lui voleva parlare solo delle proteste di studenti e lavoratori Probabilmente è apparso anche nel vostro feed: è quello in cui Godard dice ai giornalisti «Noi vogliamo esprimere la solidarietà agli studenti e ai lavoratori, e voi venite a parlarmi di carrelli e primi piani!».
Un report dell’Onu dice che in Cisgiordania non ci sono mai stati così tanti atti di violenza dei coloni israeliani Nei primi quattro mesi del 2026 erano già 190 al mese, numeri che porterebbero a superare i duemila attacchi entro la fine dell'anno.
C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram Il suo profilo si chiama RateThisBench, raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine ed è anche il modo in cui ha conosciuto sua moglie.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»

Gastroestetismi

«Se siamo quello che mangiamo, il food porn forse può essere un modo di conoscerci meglio»

17 Settembre 2011

Qualche anno fa ero a una conferenza a Barcellona sul tema “porno nouvelle vague”. A un certo punto un archeologo portoghese si alza e ci comunica che il suo lavoro è molto simile alla pornografia, perché anche lì si tratta di esporre ogni minimo dettaglio di un oggetto, di possederne le fattezze con occhio rapace e relativa eccitazione feticistica. Da quel momento in poi, ogni volta che sento parlare di un nuovo tipo di “porn” (“war porn”, il più recente “riot porn”), mi viene in mente lui.

Non so se avete visto quella puntata di South Park in cui Randy si concede solitarie sedute notturne all’insaputa della moglie, tutto preso a sudare sui programmi del Food Network. Quell’episodio potrebbe essere la definizione di “food porn”, ma se vogliamo focalizzarci un po’ meglio, sempre con una certa pigrizia però (dopotutto stiamo parlando di food porn), possiamo approfondire il tema su Wikipedia. A quanto pare il termine è stato coniato dalla critica femminista Rosalind Coward, già a metà anni ’80, per identificare un tipo di fotografia culinaria che esalta la funzione della cucina come atto di sottomissione, stimolando l’acquolina ma mistificando il processo di produzione.

Sicuramente le immagini unte e scintillanti di peperoni arrostiti, carne sbrodolante e cioccolati (plurale intenzionale) traboccanti creano un’eccitazione tutta aptica, visiva e tattile assieme. Per chi si sente più voyeur – e non è quindi interessato ad apprendere le più avanzate tecniche di affettamento, cottura e condimento – ci si può accontentare di interminabili photogallery fine a se stesse, come su foodporndaily.com. Ma, per quanto riguarda la mistificazione, la Coward aveva scritto troppo presto. Con internet e network via cavo, alcune delle fonti di food porn più importanti (a partire dal sopracitato Food Network) sono proprio i programmi di cucina, per non parlare dei blog di ricette sparsi su tutto il web. Il cibo non solo si guarda, ma si impara, si ripete e si pratica come una fantasia fatta realtà.

Il food porn assume svariate forme, come il porno standard. C’è quello professionale, dove chef più o meno famosi spignattano con disinvoltura e costruiscono castelli ad alto contenuto glicolico-proteico – un paio di esempi sono la britannica e voluttuosa Nigella Lawson o la borderline-ridicola Paula Deen. C’è quello amatoriale, che trova spazio negli album fotografici dei vostri amici su Facebook, i quali uploadano orgogliosi i propri pixellati manicaretti – di solito guarniti da didascalie le più lunghe possibile. E poi c’è quello estremo, quello che trovi sui blog che ti vergogni a leggere il nome – robe tipo Porktopia, che potremmo definire l’equivalente culinario del tristemente famoso 2girls1cup.

Senz’altro ci sono vari livelli di ironia nel food porn. A partire dal nome: è evidente che c’è dell’esibizionismo in chi cucina, e una certa pigrizia in chi guarda. A volte nell’ironia si nasconde una critica sociale, come nel caso di This Is Why You’re Fat – un sito dove le più audaci e ipercaloriche costruzioni gastronomiche vengono condivise e additate pubblicamente. In altri casi, invece, si tratta più di un nichilismo all’americana, tra Jackass e frat boy. E’ il caso della serie di video virali Epic Meal Time, concepito appunto come la versione da macelleria dello show di Steve-O e compari.

Quest’ultimo parto della generazione YouTube rappresenta il punto di incontro tra l’incontrollabile perversione delle anonime folle internettiane e la professionalità sistematica dei network, un genocidio suino periodico che sa di penitenza intestinale. Di volta in volta il conduttore Harley Morenstein e i suoi amici preparano e banchettano con un nuovo Frankenstein, un’assemblaggio tematico più o meno commestibile di fast food, carnazza di varia provenienza, e alcool – giusto per aggiungere quel ché di ignoranza che mancava. Un po’ tipo Cake Boss, il reality sulla pasticceria italoamericana, solo con il bacon al posto del fondant.

Se già altrove sgranavamo gli occhi davanti al Turbaconucken (un pollo dentro un’anatra dentro un tacchino) Morenstein e soci ci presentano “a bird in a bird in a bird in a bird in a bird in a pig“, che sarebbero una quaglia, una gallina, un pollo, un’anatra e un tacchino farciti a matrioska e infilati dentro un maiale. Qualche link più in là troviamo anche lo stupro definitivo del nostro orgoglio nazionale, una pizza gigante condita con i peggiori elementi da fast food, oppure una versione anche più abominevole dove la pizza è fatta di biscotto farcito di cioccolato e coperta di bacon caramellato, ciliegie e caramelle gommose. Che loro poi si mangiano di gusto.

L’orgoglio calorico di EMT è stato salutato da una celebrità online quasi istantanea, comparsate da Leno e live show al ComicCon. Ovviamente lo show ha anche generato prevedibili controversie, considerato che il prodotto di ogni puntata sarebbe sufficiente per (nell’ordine) sfamare, far venire il diabete e uccidere di attacco di cuore un intero villaggio africano.

Tra le svariate parodie sorte su YouTube, non poteva mancare la versione vegana, Vegan Meal Time, in cui un nerd con in braccio un coniglio ci guida attraverso la preparazione di un Tofurkey (tacchino a base di tofu), un mix vegetale ultrapiccante a forma di vulcano in eruzione, e una pita gigante piena di falafel e verdure in forma di maiale.

Viene facile identificare nel food porn la convergenza dell’ossessione estetica della nostra società con gli eccessi del consumismo, ma bisogna fare attenzione. Anche solo comparando gli esempi fatti sopra, il fenomeno sembra non solo esemplificare certi appetiti, ma anche denunciarne l’abuso e informare sulle potenziali soluzioni. Come abbiamo visto, molto food porn è semplicemente un invito a mangiare bene, se non addirittura vegano. Ce n’è, letteralmente, per tutti i gusti: i compulsivi, i fan del cibo etnico, quelli sempre a dieta, gli esploratori delle frontiere del cattivo gusto.

Alla fine, se siamo quello che mangiamo, come ci dicono in tanti, il food porn forse può essere un modo di conoscerci meglio.

 

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