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22:35 martedì 13 gennaio 2026
Il Presidente della Groenlandia ha detto che se proprio i suoi concittadini dovessero scegliere tra Usa e Danimarca, sceglierebbero la Danimarca «Scegliamo la Nato. Scegliamo il Regno di Danimarca. Scegliamo l'Unione europea», ha detto Jens-Frederik Nielsen.
Bill e Hillary Clinton si sono rifiutati di testimoniare davanti alla commissione parlamentare che indaga sul caso Epstein In una lettera pubblicata dal New York Times, i Clinton hanno accusato il presidente della commissione di persecuzione ai loro danni.
La polizia spagnola ha messo a segno il più grande sequestro di cocaina in mare aperto della storia d’Europa Quasi mille chilogrammi di cocaina sono stati scoperti su una nave, nascosti sotto montagne di sale per eludere i controlli.
L’uomo che ha passato 52 anni a cercare il mostro di Loch Ness ha ammesso che il mostro di Loch Ness non esiste Adrian Shine si è dovuto arrendere alla realtà: le leggende sono solo leggende, nonostante ciò, ha dichiarato di essersi divertito moltissimo
Un misterioso youtuber ha pubblicato un video lungo 140 anni in cui non succede, non si vede e non si sente niente L'utente shinywr è diventato improvvisamente l'uomo più cercato di internet: chi è? Come ha fatto? E, soprattutto, perché?
L’app più scaricata in Cina serve ad avvisare i tuoi parenti se sei morto Si-le-ma ("Sei morto?) usa un sistema di check-in giornaliero per rassicurare i Gen Z cinesi che vivono da soli e temono di morire senza che nessuno se ne accorga.
Se esistesse un Golden Globe al Miglior meme, quest’anno l’avrebbe stravinto Leonardo DiCaprio L'attore non ha vinto il premio come Miglior attore protagonista, ma è stato senza dubbio il personaggio più commentato, screenshotato e memizzato della serata.
Il regime iraniano ha inventato un nuovo strumento di censura pur di impedire ai manifestanti di accedere a internet con Starlink Secondo gli esperti di cybersecurity, un simile livello di oscuramento delle comunicazioni, e di internet in particolare, ha pochissimi precedenti nella storia.

Cosa succede a Belfast (e in Irlanda)

15 Luglio 2011

Senza nessuna volontà polemica e/o politica ma solo per questioni di spazio, la parola “Irlanda” del titolo di questo pezzo si riferisce sia a quella del Nord sia all’Eire. Negli ultimi giorni i media italiani e più in generale europei sono tornati a focalizzarsi su un problema che ogni tanto salta fuori da sotto al tappeto, un problema che in generale si crede più o meno risolto: la questione irlandese. Il problema non riguarda solamente la convivenza tra Unionisti e Indipendentisti, ma coinvolge anche la parte repubblicana dell’isola. Negli ultimi tre giorni, dicevo, i maggiori quotidiani anche italiani hanno riportato le notizie degli scontri di Belfast. In particolare, le proteste e i successivi scontri sono figli dell’annuale Orange Walk del 12 luglio, una celebrazione composta da una serie di marce (da aprile ad agosto) che interessa i maggiori gruppi protestanti del Regno Unito. Specialmente in Irlanda del Nord, in minor misura in Scozia, e occasionalmente in Irlanda e Inghilterra, mentre nel resto del Commonwealth la pratica è caduta in disuso. Da sempre, dopo i famosi Troubles, le marce dell’Orange Order sono a rischio scontri e disordini; le provocazioni, sia da parte degli Unionisti che da parte dei Repubblicani, sono sempre estremizzate. Ma quest’anno la situazione è nettamente peggiore rispetto alle precedenti manifestazioni: proviamo a cercare dei motivi, senza alcuna presunzione di spiegare un sentimento e un movimento popolare così importante.

Innanzitutto i nuovi “riots”, quelli del 2011, non sono cominciati l’11 luglio ma tre settimane prima, il 20 giugno. Ci sono stati scontri tra fazioni opposte e polizia per due giorni, e la causa, come spesso accade, è stata la provocazione di un nutrito gruppo di giovani protestanti che hanno “assaltato” il quartiere-enclave cattolico di Short Strand, sempre a Belfast. Oltre ai “soliti” mezzi come bastoni, pietre, fuochi d’artificio, molotov, in quell’occasione hanno fatto la loro (ri)comparsa anche le pistole, e sono stati sparati colpi d’arma sia da una parte che dall’altra. Un fotografo è stato ferito da un proiettile a una gamba. La notte successiva gli scontri si sono ripetuti, coinvolgendo quasi mille persone. Solo il 22 giugno si è giunti a un compromesso tra rappresentanti delle diverse comunità, politici e polizia. Altri scontri sono divampati il 1 luglio e il 9. Gli scontri degli ultimi giorni sono con tutta probabilità figli di questa escalation di tensione, e la coincidenza con l’Orange Walk ha reso più semplice (e ha offerto un ottimo pretesto) la diffusione del malcontento popolare.

Un altro particolare che in molti sottovalutano (tranne Stefano Nazzi dal suo blog per ilpost.it) è l’anniversario, il trentesimo, della morte di Martin Hurson, giovanissimo militante dell’Ira morto durante il celebre Hunger Strike del 1981. Ebbene, quest’anno sono passati trent’anni, dalla morte di Martin (proprio il 13 luglio) e da quella, più “famosa”, di Bobby Sands. In un articolo del Belfast Telegraph del 15 aprile, il Chief Constable della polizia della capitale nordirlandese aveva predetto: «We are very mindful there are some pretty key dates coming up». Si riferiva, in particolare, alla visita della Regina sull’isola, iniziata il 17 maggio e durata quattro giorni (dopo un secolo dall’ultima comparsa di un monarca del Regno Unito in Irlanda). Baggott si dichiarava preoccupato per la serie di eventi chiave che include(va), oltre ai sopracitati anniversari e la visita reale, il matrimonio di Kate Middleton e William, le elezioni, le Olimpiadi. E stava indagando su un controverso omicidio, quello del poliziotto cattolico Ronan Kerr, ucciso da una bomba piazzata sotto la sua vettura. L’assassinio di Kerr, si crede, è stato un avvertimento ai cattolici per non arruolarsi nella polizia nordirlandese. L’arrivo della regina, si sa, è stato “festeggiato” con il disinnesco di una bomba (oltre che condito da proteste praticamente ovunque, più o meno violente).

Un’ultima cosa, che ignorano in molti: l’Irlanda del Nord è uno dei pochissimi paesi del mondo occidentale (perdonate l’espressione) ad avere muri (Peace lines, le chiamano) a dividere i quartieri cattolici e protestanti delle varie città. Il più importante è a Belfast, quello che divide le storiche Shankill Road e Falls Road (rispettivamente enclave protestante e cattolica). E quando, nel 2008, si parlò dell’abbattimento di tutte le barriere, entrambi i gruppi religiosi si opposero fortemente. Questo non è un dettaglio.

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