Hype ↓
19:19 giovedì 4 giugno 2026
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.

Quanto velocemente rispondiamo alle email?

12 Ottobre 2015

Secondo l’istituto di ricerca Radicati, entro il 2017 l’ammontare globale delle email inviate ogni giorno arriverà a circa 207 miliardi. The Atlantic invece parla di una ricerca condotta dai Yahoo Labs e dall’Università del California del Sud, che ha analizzato 187 milioni di email che rispondessero a specifici criteri, tra i quali: non essere parte di email di gruppo (quindi senza nessuno in copia) e appartenere a uno scambio di email superiore almeno ai 5 messaggi nel periodo dello studio, durato alcuni mesi.

I risultati confermano alcune delle opinioni comuni riguardo lo scambio di email. Il 90% delle email inviate ricevono risposta se si comunica con qualcuno che si conosce, e la risposta arriva nel maggior parte dei casi nei primi due minuti, oppure nei 45 successivi. Inoltre, in media, metà delle risposte non superano le 43 parole, e la tendenza alla brevità aumenta se si considerano le mail dei teenager. Assieme a questa diminuisce anche il tempo di risposta, che va dai 47 minuti per le persone con più di 50 anni, ai 16 dei compresi tra i 20 e 35.

Un altro dei fattori fondamentali (insieme all’orario di invio: una email notturna ha metà delle possibilità di ricevere una risposta) è l’accumulo di email. Come si legge nel paper, «quando il carico di email aumenta, le persone rispondono solo a una piccola frazione di esse, dal 25% nei giorni di breve carico a meno del 5% in giorni dove si ricevono più di 100 email».

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