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00:32 domenica 7 giugno 2026
Grazie al fotovoltaico l’Europa ha risparmiato quasi 13 miliardi di spesa energetica nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz In media, sono 136 milioni di euro risparmiati ogni giorno, per ogni giorno dall'inizio della guerra in Iran a oggi.
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.
In Albania ci sono delle enormi proteste per impedire a Jared Kushner, il genero di Trump, di costruire un resort di lusso in un’area naturale protetta Sono tre giorni che le strade di Tirana sono piene di manifestanti che vogliono fermare a tutti i costi la prosecuzione del progetto.
In realtà, mancano ancora almeno altri dieci anni prima che i lavori alla Sagrada Familia siano davvero finiti Il 10 giugno, alla presenza di Pedro Sanchez e del Papa, si festeggerà la fine dei lavori. Almeno di quelli più grossi, perché mancano ancora una facciata intera, una scalinata e un parco.
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.

Perché non ci ricordiamo di quando eravamo bambini

30 Giugno 2014


Un recente studio pubblicato sulla rivista Science tenta di spiegare, per la prima volta, perché gli esseri umani non sono in grado di ricordare, se non in maniera molto vaga, la loro vita da bambini. La ricerca spiega che questa sorta di amnesia infantile è dovuta alla neurogenesi, ossia a quel processo per cui nascono e si sviluppano nuove cellule nervose. La loro formazione invaderebbe i circuiti che, fino a quel momento, garantivano la conservazione dei ricordi nel cervello del bambino. La teoria del paper diventa ancora più probabile se si considera che la neurogenesi avviene principalmente nell’ipotalamo, quella parte del sistema nervoso centrale che ha a che fare con la memoria e l’apprendimento.

Per dare supporto scientifico alle loro ipotesi, gli studiosi hanno condotto degli esperimenti sugli animali, in particolare sui roditori. Prima di tutto hanno generato dei ricordi nel cervello di alcuni animali, creando delle associazioni tra un certo luogo e una lieve scossa elettrica. Hanno poi manipolato la neurogenesi delle specie considerate e si sono accorti che, potenziandola, i topi ricordavano meno del solito; al contrario, riducendola la loro memoria si rafforzava.

Infine, i ricercatori hanno deciso di condurre l’esperimento anche su altri animali che, alla nascita, sono più maturi dei roditori: il porcellino d’India e il degu, che è originario del Cile e somiglia a un grosso gerbillo. Entrambe queste specie sono caratterizzate da bassi livelli di neurogenesi e, infatti, non perdono la loro memoria infantile. Nello studio, solo quando i riceracotori acceleravano la loro formazione di neuroni gli animali perdevano la loro capacità di ricordare.

Secondo Mazen Kheirbek, studioso di processi neurologici presso la Columbia University, la perdita dei ricordi non deve essere etichettata come qualcosa di necessariamente negativo: «Dimenticare è importante per la memoria», ha detto intervistato da Vox, «dobbiamo imparare a selezionare i ricordi, a liberarci di molte cose e a trattenere solo gli eventi importanti». Infine, sostiene Kheirbek, «l’amnesia infantile potrebbe essere dovuta non solo alla neurogenesi, ma più specificatamente alla crescita dell’apprendimento e assimilazione degli eventi dovuta alla comparsa di nuovi neuroni».

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