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Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.
Su GTA Online è apparsa una missione in cui i giocatori giocano l’omicidio di Charlie Kirk Apparsa e già scomparsa: i moderatori hanno cancellato tutto e inserito anche le parole “Charlie Kirk” all’elenco dei termini proibiti.
In Uganda hanno deciso che l’unico modo per avere elezioni regolari e pacifiche è chiudere internet In tutto il Paese è impossibile connettersi già da martedì 13 gennaio e sarà così fino alla chiusura delle urne, prevista per la sera del 15.
C2C Festival festeggia il suo venticinquesimo compleanno svelando la line-up della seconda edizione del festival a New York L'8 maggio 2026 C2C Festival torna al Knockdown Center con un programma ancora più ambizioso. Tra gli ospiti più attesi Arca, Los Thuthanaka ed Elias Rønnenfelt.
Su Bandcamp sarà vietata la musica prodotta con l’intelligenza artificiale Con un post su Reddit, la piattaforma ha anche invitando gli utenti a segnalare tutte le canzoni sospettate di essere state fatte con l'AI.
Grazie al suo amore per i blockbuster, Zoe Saldaña è diventata l’attrice che ha “incassato” di più nella storia del cinema Dopo il successo del terzo Avatar, che si aggiunge a quello dei film Marvel e di Star Trek, l'attrice ha stabilito un record.

Quello che le TV tradizionali dovrebbero imparare da Netflix

04 Agosto 2014

Nel 2013 i grandi network americani hanno realizzato ben 146 “episodi pilota”, ossia episodi singoli che vengono realizzati prima di procedere alla realizzazione di una nuova serie televisiva. Di questi 146 “piloti” però soltanto poco più di un terzo (56, per l’esattezza) sono andati in porto.

Se si tiene conto che, sempre nel 2013, le TV statunitensi hanno speso la bellezza di 400 milioni di dollari nella produzione di “episodi pilota”, ci si rende conto che questo modello è probabilmente troppo costoso.

Alcuni infatti ritengono che realizzare un episodio pilota per decidere la fattibilità di una serie è un metodo troppo costoso e, soprattutto, obsoleto, in un’era in cui i network possono attingere a una vasta marea di dati per ricostruire i gusti e i desiderata del pubblico.

Così, per esempio, fa Netflix, il colosso dello streaming a pagamento. Che non commissiona “pilot” bensì decide a tavolino se realizzare una serie o meno in base a un algoritmo che incrocia i dati sulle preferenze degli utenti. I creatori di House of Cards si sono rivolti a Netflix proprio perché tutte le reti concorrenti chiedevano di realizzare un pilota (la storia è raccontata più nel dettaglio qui).

Sul Guardian Aki Tsuchiya, che si occupa proprio di analisi dei Big Data, suggerisce anche ai network tradizionali dovrebbero seguire il modello Netflix e bypassare la produzione di episodi pilota.

(via)

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