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Il momento più commentato della prima serata di Sanremo è stato un refuso in una grafica nella quale la repubblica è diventata “la repupplica” L'errore è stato corretto abbastanza velocemente. Ma non abbastanza per evitare ore di scherno sui social.
Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026 Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo Si chiama Intertapes e ogni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.
La bandiera di One Piece è arrivata anche a Sanremo grazie a Tommaso Paradiso Il cantante è un fan sfegatato del manga di Eiichiro Oda e ha deciso di portarsi questa sua passione anche sul green carpet dell'Ariston.
Il Vaticano ha annunciato che le messe nella basilica di San Pietro avranno una traduzione simultanea in 60 lingue fatta dall’AI L'AI in questione si chiama Lara e verrà presentata in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della Basilica.
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Quello che le TV tradizionali dovrebbero imparare da Netflix

04 Agosto 2014

Nel 2013 i grandi network americani hanno realizzato ben 146 “episodi pilota”, ossia episodi singoli che vengono realizzati prima di procedere alla realizzazione di una nuova serie televisiva. Di questi 146 “piloti” però soltanto poco più di un terzo (56, per l’esattezza) sono andati in porto.

Se si tiene conto che, sempre nel 2013, le TV statunitensi hanno speso la bellezza di 400 milioni di dollari nella produzione di “episodi pilota”, ci si rende conto che questo modello è probabilmente troppo costoso.

Alcuni infatti ritengono che realizzare un episodio pilota per decidere la fattibilità di una serie è un metodo troppo costoso e, soprattutto, obsoleto, in un’era in cui i network possono attingere a una vasta marea di dati per ricostruire i gusti e i desiderata del pubblico.

Così, per esempio, fa Netflix, il colosso dello streaming a pagamento. Che non commissiona “pilot” bensì decide a tavolino se realizzare una serie o meno in base a un algoritmo che incrocia i dati sulle preferenze degli utenti. I creatori di House of Cards si sono rivolti a Netflix proprio perché tutte le reti concorrenti chiedevano di realizzare un pilota (la storia è raccontata più nel dettaglio qui).

Sul Guardian Aki Tsuchiya, che si occupa proprio di analisi dei Big Data, suggerisce anche ai network tradizionali dovrebbero seguire il modello Netflix e bypassare la produzione di episodi pilota.

(via)

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