Hype ↓
22:38 domenica 15 marzo 2026
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.

Perché il Libano ha detto no a Ikea, sui profughi siriani

12 Dicembre 2013

Sono almeno due milioni i siriani che sono stati costretti a lasciare le loro case a causa della guerra civile, che ormai dura da due anni e mezzo. Circa 800 mila si trovano in Libano e, di questi, circa un decimo vive in semplici tende, molti altri in baracche prive di riscaldamento. Con l’inverno alle porte, la situazione sta diventando gravissima, tanto che le Nazioni Unite hanno espresso una fortissima preoccupazione: senza mezzi termini, si teme che i più deboli possano morire di freddo (qualche caso, pare, c’è già stato).

Perché i rifugiati siriani vivono in tende e baracche di fortuna? Si tratta, ovviamente, anche di questioni economiche e della difficoltà di gestire un numero così grande di profughi. Ma, specie nel caso del Libano, si tratta anche di questioni politiche.

Infatti il Libano ha scelto di non concedere i permessi per costruire edifici permanenti… o anche solo baracche un po’ più solide delle tende. Come per esempio i rifugi pre-fabbricati proposti da Ikea.

La scorsa estate, infatti, il noto colosso dei mobili low cost aveva progettato, in collaborazione con l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, un’unità mobile che potesse offrire maggiore protezione ai profughi rispetto alle tende. Si tratta di un piccolo prefabbricato che può essere facilmente smontato e rimontato senza necessità di strumenti particolari.

Il Libano ha però messo il veto, a questo ed altri progetti analoghi. Oggi il New York Times ha pubblicato un articolo  che spiega perché. Il titolo “Lebanon Worries That Housing Will Make Syrian Refugees Stay” la dice lunga: i libanesi infatti temono che degli alloggi troppo permanenti (leggi: comodi) possano indurre i profughi a restare sul loro territorio.

Il Libano ospitava già quasi mezzo milione di profughi palestinesi, ossia i palestinesi fuggiti durante la guerra del 1948 e i loro discendenti, che poi si sono fermati (anche se volessero andarsene, comunque, non potrebbero: Israele non riconosce il diritto di ritorno ai profughi palestinesi. Una questione piuttosto complessa, tra l’altro, che costituisce uno dei nodi più difficili dei negoziati tra israeliani e palestinesi).

A loro volta, i profughi palestinesi – o, meglio, i loro discendenti – hanno svolto un ruolo di primo piano della guerra civile nella guerra civile che ha devastato il Libano tra gli anni Settanta e Novanta. Da qui la preoccupazione dei libanesi davanti all’ospitare i profughi siriani.

Qui l’intero articolo del New York Times.

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero