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Nyan Cat e il Financial Times

“Meme” è una parola coniata dal biologo inglese Richard Dawkins per indicare «un’idea, un comportamento o uno stile che si diffonde di persona in persona all’interno di una cultura». Contenuta ne Il Gene Egoista, suo rivoluzionario saggio del 1976, era una concetto-chiave per analizzare la diffusione degli elementi culturali.
Recentemente è raro sentire parlare di meme in chiave dawkinsiana e col tempo il termine è finito per indicare quei contenuti web umoristici che diventano virali, si diffondono e vengono spesso modificati dagli utenti. I Lolcats (dei gattini che parlano male l’inglese in quanto gattini) sono stati l’apripista del genere. Una delle prime e più celebri frasi dette da questi felini è stata: «I Can Has Cheezeburger?», un periodo sgrammaticato su cui è stato fondato un impero online, un network di siti e blog dedicati alla risata online: al LOL e al WTF.

Del fenomeno degli internet meme ha parlato recentemente anche il Financial Times, che ha intervistato i responsabili di BuzzFeed e Know Your Meme (quest’ultimo fa parte di I Can Has Cheezburger), due dei blog che da anni tracciano, descrivono e ricostruiscono la storia di queste schegge di web.

Il successo di questi meme solleva alcune questioni. Per esempio, che c’è che non va in noi? Ma anche, che cosa ci dicono delle nostre relazioni con il prossimo? E cosa fa sì che certi meme diventino virali?

«Questa è una domanda da un milione di dollari», dice Don Caldwell, reporter per il sito Know Your Meme. «Non c’è una risposta semplice. Credo riempiano nicchie ecologiche. (…) Il successo dei meme è simile al successo riproduttivo di un organismo».

Dalla biologia al web, dal web alla biologia, quindi. Resta solo un enigma: cosa pensa Richard Dawkins di Nyan Cat?

 

 

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