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11:28 mercoledì 7 gennaio 2026
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.
Una delle ragioni per cui Maduro è stato catturato sarebbero i balletti che faceva in pubblico e che infastidivano Trump Trump avrebbe interpretato quei gesti come una provocazione e avrebbe quindi deciso di dimostrare che le precedenti minacce non erano un bluff.
Gli sciamani peruviani che ogni anno predicono il futuro avevano predetto la caduta di Maduro Durante l'abituale cerimonia di fine anno avevano avvertito della cattura del presidente venezuelano, e pure di un'imminente e grave malattia di Trump.
A nemmeno quarantott’ore dal colpo di Stato in Venezuela, Trump ha già minacciato altri quattro Paesi Stando a quello che ha detto Trump, i prossimi a doversi preoccupare sono Cuba, Colombia, Groenlandia e pure il Messico.
Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.
Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.

Lo scienziato che vuole scoprire se la nostra realtà è un’illusione

15 Novembre 2013

Matrix, il film del 1999 dei fratelli Wachowski, vincitore tra l’altro di quattro premi Oscar, è uno dei lungometraggi entrati di diritto nei classici del cinema. Dando per scontato che tutti conoscano la trama e il sistema di realtà simulata che governa il mondo del film – Matrix, per l’appunto, che nelle parole di uno dei personaggi principali, Morpheus, è «una neuro-simulazione interattiva» la novità odierna è che la realtà potrebbe adeguarsi alla finzione cinematografica.

Quando il protagonista del film, Neo, sceglie tra la pillola blu e quella rossa (dove la prima è il ritorno alla sua vita incosciente mentre la rossa è la chiave per penetrare nei recessi di Matrix), decide di scoprire se la sua realtà è vera o virtuale. Grazie a una ricerca sulle radiazioni presenti nel cosmo, oggi siamo in grado di prendere la stessa decisione.

Silas Beane – fisico nucleare all’Università dello Stato di Washington (Seattle) – e il suo team hanno individuato un segnale inconfutabile per capire se viviamo in un modello di universo simulato (su cui da anni vertono le loro ricerche) o in quello reale. La soluzione si è rivelata calcolare il movimento delle particelle all’interno dei loro modelli basandosi sulla distanza tra punti situati su questi reticoli: più limitata è la distanza, maggiore sarà l’energia cinetica delle particelle. Come corollario, se il nostro universo fosse simulato – esattamente come su Matrix – potremmo scoprirlo guardando alla quantità di energia presente nelle particelle più veloci.

C’è anche un altro criterio che gli scienziati potranno misurare per rispondere alla domanda: se vivessimo in un universo continuo, non ci sarebbero reticoli a guidare la direzione dei raggi cosmici, mentre in un universo “artefatto” non osserveremmo questa distribuzione equa.

Che la risposta finale possa essere quella data a Neo in Matrix, a Beane non interessa molto: «Apprendere che viviamo in una simulazione non mi farebbe più differenza di credere che l’universo è stato “seminato” in occasione del Big Bang».

(via)

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