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Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

Il maschilismo delle principesse Disney in 3 video

27 Gennaio 2016

La Bella Addormentata e Cenerentola? Non hanno obiettivi nella vita, se non innamorarsi di un principe. La Sirenetta? Rinuncia al suo talento più grande (il canto) per inseguire un uomo. Cosa rende Biancaneve tanto speciale, se non il fatto che fa le pulizie cantando tutta soddisfatta?

Le principesse della Disney sono da tempo oggetto di critiche perché, a dire di molti, offrirebbero un’immagine sottomessa della donna, una figura passiva che esiste solo in funzione del protagonista maschile. In altre parole: un cliché maschilista. Solo recentemente però due ricercatrici americane si sono prese la briga di indagare sulla faccenda.

Al tema, per esempio, BuzzFeed ha dedicato una serie di video satirici. In questo mini-musical per esempio Elsa — la protagonista del film Frozen, il primo cartone Disney dove la protagonista femminile non ha un suo principe, e anzi non sembra affatto preoccupata dall’idea di trovarsi un uomo — dà qualche lezioni di emancipazione femminile alle sue “colleghe”: «Perché una principessa ha sempre bisogno di un principe? Io non sono convinta, perché devono sempre essere gli uomini a risolvere tutto? Voglio essere io l’eroe», canta. «A te hanno rifilato un roofie», dice a Biancaneve (roofie sta per rohyphenol). «Hai la sindrome di Stoccolma», accusa Belle. «Tu invece avevi un talento e l’hai gettato al vento», rinfaccia ad Ariel.

In questo altro video, invece, si ironizza su come, nel mondo reale, il comportamento dei principi della Disney sarebbe considerato quanto meno bizzarro, se non misogino. Per esempio: chiudere una ragazza in casa nella speranza che si innamori di te, come succede nella Bella e la Bestia, è un reato, e baciare una fanciulla che si crede morta (Biancaneve) è necrofilia.

Finora gran parte delle critiche si era soffermata sui film più vecchi — i cosiddetti classici, come Cenerentola, Biancaneve e La Bella addormentata — che proponevano eroine più “passive”, in contrapposizione con il cartoni più moderni, come per esempio Mulan e Pocahontas, dove invece le protagoniste femminili svolgono un ruolo molto più attivo.

Una ricerca recente condotta da due linguiste e i cui risultati preliminari sono stati riportati dal Washington Post, sembra però suggerire il contrario: nei film moderni, infatti, le donne parlano molto meno. Carmen Fought, docente al Pitzer College, e Karen Eisenhauer, dottoranta all’università del North Carolina, hanno analizzato la proporzione dei dialoghi tra uomini e donne nei cartoni Disney.

Nei cosiddetti “film classici”, hanno scoperto, non c’è una sproporzione tra le parole pronunciate da maschi e da femmine: in Biancaneve è 50-50, in Cenerentola e La Bella Addormentata i personaggi femminili parlano di più (il 60 e il 71 per cento del tempo, rispettivamente).

Invece, in tutti i film dei periodo “Disney’s Renaissance” (cioè gli anni 1989-1999, considerati una specie di seconda età dell’oro delle creazioni Disney) è netta la prevalenza delle voci maschile: i personaggi maschili pronunciano il 90 per cento dei dialoghi di Alladin, il 77 per cento dei dialoghi di Mulan, il 76 per cento di quelli di Pocahontas e il 71 per cento di quelli della Bella e la bestia.

Washington Post

Al di là del numero di parole pronunciate, la ricerca non tiene conto del ruolo dei protagonisti. Nonostante parlino meno, è difficile negare che Mulan e Elsa di Frozen abbiano ruoli molto più attivi di Cenerentola e Biancaneve.

Intervistata dal Post, Eisenhauer ha ipotizzato che la sproporzione nei dialoghi è probabilmente in parte dovuta ai personaggi secondari: «Siamo così abituati a pensare che il maschio sia la norma, che quando si aggiunge un negoziante o una guardia, allora sono per forza uomini».

(via)

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