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16:39 giovedì 16 aprile 2026
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
Sembra che Zohran Mamdani e Rama Duwaji non parteciperanno al Met Gala di Anna Wintour pagato da Jeff Bezos Secondo le prime indiscrezioni, Mamdani e consorte avrebbero rifiutato l'invito all'evento perché finanziato dal miliardario.
Il governo di Pedro Sánchez rischia di cadere per colpa di Guernica di Picasso Tutto inizia con la richiesta del governo della comunità autonoma dei Paesi Baschi di portare l'opera a Bilbao. Richiesta negata dall'esecutivo Sánchez.
Cosa sappiamo del nuovo film di Sean Baker, a parte che si intitolerà Ti amo! e che sarà molto, molto italiano Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.
Cosa ci fanno Brian Eno, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Patti Smith, Blood Orange (e molti altri) alla Biennale di Venezia? Espongono le loro opere nel padiglione del Vaticano Per l'esposizione "The Ear Is the Eye of the Soul" la Santa Sede ha messo assieme una lineup degna dei migliori festival musicali.
In Russia non solo non si può vedere Heated Rivalry, ma si viene multati anche solo a parlarne Una rivista che aveva "osato" recensire la serie Hbo si è vista recapitare una multa di 500 mila rubli, l'equivalente di circa 6 mila euro.

Il mistero della nave del World Trade Center

31 Luglio 2014

Quando, nel 2010, sono iniziati gli scavi delle fondamenta per la costruzione del palazzo che avrebbe sostituito il World Trade Center, gli addetti ai lavori hanno trovato uno scafo di legno di circa 10 metri di lunghezza. La chiglia in noce indicava che si trattava di un’imbarcazione costruita in America del nord, ma la sua provenienza rimaneva oscura.

Siccome la datazione radiometrica non è abbastanza precisa per datare l’età del legno, i ricercatori della Columbia si sono affidati a un criterio più semplice: i cerchi presenti in sezione nel legname. E hanno scoperto che diverse parti della nave avevano un’origine simile, pubblicando i risultati dei loro test su Tree-Ring Research. Dato che la larghezza dei cerchi dipende dalle condizioni atmosferiche della stagione in cui sono cresciuti gli alberi, il legno della stessa provenienza tende ad avere una struttura molto simile: paragonando 21 querce bianche al legname della barca, il team della Columbia ha stabilito che si trattava di alberi abbattuti in Pennsylvania nel 1773.

«Al tempo Philadelphia era una delle maggiori — se non la prima — città di cantieri navali degli Stati Uniti. E aveva tantissimo legno, perciò ha senso che quel legname provenga da lì», ha dichiarato Dario Martin-Benito, capo ricercatore, a Livescience. Lo scafo è stato ritrovato soltanto nel 2010 perché al tempo della costruzione delle Twin Towers gli scavi non erano arrivati a toccare il luogo in cui era sotterrato.

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