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I laser dell’osservatorio astronomico delle Hawaii

Il Mauna Kea è un vulcano di 4.205 metri di altezza nell’isola Hawaii, la più grande isola dell’arcipelago a cui dà il nome. Sulla sua sommità è situato l’Osservatorio di Mauna Kea, un complesso di telescopi (tredici, nello specifico) distribuiti in un’area di due chilometri quadrati. Nell’aprile del 2014 l’Osservatorio dovrebbe ospitare il più potente telescopio ottico del mondo, chiamato TMT (Thirty Meter Telescope), e che permetterà, scrive il sito The Verge, di osservare galassie a una distanza di 13 miliardi di anni luce, praticamente ai confini dell’universo.

In questo osservatorio il fotografo Sean Goebel ha passato un totale di sette giorni distribuiti in diversi mesi (tre in aprile, quattro durante i mesi estivi, tutti nel 2013) e ha realizzato moltissime foto montate poi in un filmato time-lapse. Oltre al fascino derivante dalle luci, dalle stelle, dal movimento di corpi celesti che si riesce chiaramente a vedere nella “volta”, ciò che colpisce maggiormente nel video sono i laser proiettati dai telescopi (e che ricordano molto il “cannone ionico” del pianeta Hoth di Guerre Stellari).

I laser sono reali, anche se sembrano quasi un effetto speciale, e servono a ciò che viene chiamata “adaptive optic”. Ovvero, puntano sulla zona di osservazione e riescono a eliminare le turbolenze che le immagini osservate soffrono a causa dell’atmosfera. Sul suo sito, Sean Goebel spiega anche l’impressionante potenza dei laser utilizzati dai telescopi. Il tipico laser in vendita e in uso quotidianamente, delle dimensioni simili a quelle di un proiettile, ha una potenza di 5 mW, scrive Goebel. «Sono 5 millesimi di Watt. Non un granché come potenza. Eppure è comunque capace di accecare un pilota di aereo. I laser montati sui telescopi hanno tra i 15 e i 40 Watt di potenza». Infatti, prosegue, sopra le zone interessate da osservazione astronomica con laser viene istituita una no fly zone rigidissima. Immaginate cosa potrebbe fare un raggio simile a un aeroplano.

Il sito di Sean Goebel è a questo indirizzo, il suo canale Vimeo invece qui.

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