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02:10 giovedì 23 aprile 2026
ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".
Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.
La giunta militare del Myanmar ha messo al bando gli assorbenti perché convinta che i ribelli li usino per fasciarsi le ferite Secondo le organizzazioni umanitarie, i militari pensano davvero che gli assorbenti vengano usati così perché probabilmente non ne hanno mai visto uno.
Pedro Pascal ha fatto causa a un liquore perché si chiama Pedro Piscal Il liquore in questione è un pisco, la più popolare bevanda alcolica del Cile, paese Natale di Pascal.
In Russia adesso le biografie di Bulgakov vengono vendute con un’etichetta che le definisce propaganda a favore della droga Sorte che però non è toccata solo a lui: l'etichetta verrà apposta anche sui libri di Pelevin, King, Palahniuk, Murakami e Steinbeck
La Cnn ha scoperto una vera e propria “accademia dello stupro” su internet, ma nonostante la denuncia nessuno l’ha chiusa Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
Massive Attack, Kneecap, Brian Eno, Sigur Rós, Nadine Shah e altri mille artisti hanno chiesto di boicottare l’Eurovision se anche quest’anno a Israele sarà permesso di partecipare Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.

Contrordine: i gattini super-cute ci rendono violenti. Forse.

29 Gennaio 2013

Chiamatelo come volete: Cute, Adorabile o se preferite Kawaii. L’estetica del “carino” impera un po’ ovunque. E dunque non sorprende che, ultimamente, sia anche l’oggetto di in certo interesse antropologico e anche di studi accademici.

È un argomento che, tra l’altro, abbiamo seguito anche qui a Studio. La scorsa settimana, per esempio, avevamo discusso le teorie darwiniane secondo cui la cuteness rappresenta un vantaggio evolutivo. Abbiamo citato uno studio del 2005 realizzato dalla Emory University, secondo cui la visione di alcune immagini “carine” attiva una precisa parte della corteccia orbitale del cervello, «normalmente associata al piacere e alle sensazioni positive»

Qualche tempo prima, nel tentativo di trovare conferme scientifiche a un elogio del cazzeggio, avevamo ripreso un studio recente, effettuato dall’università di Hiroshima e intitolato (il nome è tutto un programma): il Potere del Kawaii. I ricercatori giapponesi hanno scoperto che osservare immagini di animali e bambini “carini” (kawaii, in giapponese) aumenta la capacità di portare avanti compiti successivamente (il che, avevamo dedotto noi, spiegherebbe perché a volte, dopo avere “cazzeggiato” su Facebook davanti a qualche gattino puccioso, uno si sente più caricato e dunque lavora meglio).

Ma siamo davvero così sicuri che le immagini “carine” attivano la parte migliore del nostro cervello? A quanto pare, adesso è saltata fuori una nuova ricerca che sostiene l’esatto contrario: a quanto pare, i gattini carini ci renderebbero più aggressivi.

Una squadra di ricercatori di Yale, che hanno presentato i risultati la scorsa settimana in occasione del convegno annuale della Society for Personality and Social Psychology a New Orleans, ha fatto un esperimento su un campione di 109 persone. Ad alcune venivano mostrate immagini di animali definibili “carini”, ad altre foto di animali “divertenti” oppure “neutri”. Poi ai partecipanti veniva dato un foglio di pluriball, con l’istruzione di fare scoppiare il numero di bolle che preferivano. Il risultato? Coloro che avevano visto le foto “carine” tendevano a scoppiare molte più bolle di quelli che avevano visto le foto “neutre” o “divertenti”.

Insomma, la cuteness ci rende più produttivi, più aggressivi, oppure genera una predisposizione favorevole nei confronti degli esseri “carini”? La scienza per il momento è sempre più divisa… Vi terremo aggiornati.

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