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Quando la Terra è fatta di pixel: i “buchi” di Google Maps

A volte la spiegazione è chiara, altre volte invece è più difficile capire perché alcune zone del pianeta Terra siano oscurate, censurate su Google Maps.  La base nucleare di Chusclan, in Francia, per esempio, è coperta di pixel, ed è ovvio che sia per ragioni di sicurezza; ma allora perché non svelare l’arcipelago Severnaya Zemlya, in Russia, e a due passi dal Polo Nord, visto che è completamente disabitato?

Ci sono poi luoghi segreti a cui i pixel donano se osservati dall’alto, come la base aeronautica di Volkel, in Olanda, immersa nella texture naturale dei campi, che d’un tratto si fondono con la censura digitale. Un effetto molto “new aesthetic”.

Anche Street View contiene qualche censura particolare: a Cleveland, in Ohio, la casa in cui Ariel Castro, l’uomo che sequestrò tre donne per più di dieci anni tenendole segregate in casa, è stata abbattuta ma compare ancora nelle immagini di Google, per quanto coperta da dei grandi pixel.

Il sito Atlas Obscura ha raccolto una notevole collezione di segreti, fail e “buchi” del servizio mappa più diffuso al mondo: le trovate qui.

 

 

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