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Gli utenti di Wikipedia litigano per la parola “fuck”

Fuck è un documentario del 2005 diretto dal regista Steve Anderson. Il titolo tradisce l’oggetto della pellicola, che è, per l’appunto, la più celebre e utilizzata espressione di ingiuria della lingua inglese: fuck, che nel film è analizzata da un punto di vista sociologico, come base di un’analisi approfondita sulla libertà d’espressione e la censura. Di recente la pagina della Wikipedia inglese del documentario è stata selezionata per apparire sulla home page dell’enciclopedia online.

L’inserimento di ogni singola voce in homepage, però,  anche vista la grande mole di visitatori attratti dal sito – il sesto più visitato della rete – deve passare al vaglio degli editor di Wikipedia, che votano e discutono della sua approvazione. Nel caso di Fuck, il dibattimento è risultato piuttosto ostico, dato che molti utenti si sono dichiarati contrari alla scelta, generando un thread praticamente infinito di opinioni.

Secondo i fautori dell’approdo della voce in prima pagina, avere Fuck in una posizione di visibilità per un giorno intero promuoverebbe il suo valore educativo e metterebbe in vetrina i temi trattati nel documentario. «Perché no?», si chiede semplicemente uno dei primi commentatori. Altri, però, credono che mostrare il titolo del film in home page non sia la scelta più opportuna. L’utente iridescent 2, il primo di una lunga serie di oppositori, ha scritto: inserire Fuck nella vetrina dei contenuti «farebbe scattare i filtri automatici e porterebbe Wikipedia nella blacklist di molti network aziendali, oltre a farla bloccare nelle scuole in tutto il mondo e ad avere l’intero sito bannato in grandi zone di Africa e Asia».

C’è anche chi ne ha fatto una questione d’immagine: «Vogliamo davvero che questa sia la prima cosa in cui un genitore si imbatte aprendo Wikipedia per aiutare i figli nei compiti?». Il fronte del “sì” ha risposto prendendola con ironia e sottolineando che, dopo aver visto voci come quella dell’horror olandese The Human Centipede e quella del cortometraggio canadese Frank’s cock, i bambini non avrebbero proprio nulla di cui temere.

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