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Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.

Perché il dominio libico .ly ha colonizzato Internet?

26 Ottobre 2015

Recentemente la startup di moda Artsy (di cui parlavamo qualche settimana fa) ha cambiato il suo dominio da art.sy a artsy.net. Il dominio .sy è di proprietà del governo siriano e, in quanto tale, la sua concessione è regolata da una tassa annuale da versare nelle casse del paese mediorientale. Artsy si è trovato costretto a modificare il suo dominio quando il suo utilizzo è entrato in contrasto con le sanzioni economiche che gli Stati Uniti hanno imposto alla Siria nel 2012, per il suo apparente supporto a gruppi terroristici. Nonostante la scelta del nome del sito web di Artsy esulasse completamente da qualsiasi questione politica, Mark Dubowitz ha commentato così la notizia a Slate: «Usare quel dominio per il nome del sito web della tua compagnia va bene, è ok. Non è ok, però, che il Paese del dominio che stai utilizzando sia responsabile della morte di cittadini americani».

Quello di .sy è solo uno degli esempi delle connessioni che la scelta degli Url può avere sulla realtà geopolitica. Perché compagnie occidentali ricorrono a domini libici, montenegrini o addirittura del Territorio britannico dell’Oceano Indiano? Lo spiega Priceconomics, e c’entrano prima di tutto le caratteristiche della lingua inglese. Il dominio libico .ly ad esempio è il suffisso di tanti avverbi inglesi e, quasi di conseguenza, il nome scelto da tante startup del mondo anglossassone. La storia di quest’ultimo, raccontata dal sito Citizen-Ex, è molto particolare. Fino al 2004 infatti il dominio non è stato di proprietà del governo della Libia: acquistato prima da un privato cittadino, Kalil Elwiheshi,  per alcuni anni era addirittura scomparso insieme a più di 12 mila siti web. Dal 2011 è passato nella mani della famiglia Gheddafi, ma la guerra, le sanzioni degli Usa e delle Nazioni Unite e la scomparsa di alcuni siti come Letter.ly hanno contribuito a un decremento nel suo uso.

Beirut, Cultural Capital In The Midst Of A Restive Region

Tutti i paesi dell’Organizzazione internazionale per la normazione, il più importante ente per la definizione di norme tecniche su scala mondiale, hanno un proprio dominio, da quando nel 1983 Jon Postel (uno dei creatori di Arpanet) si inventò il Domain Name System (Dns) per dare un nome ai diversi luoghi del web. Il possesso di questi domini  – definiti di primo livello – ne permette la concessione a terzi, in cambio di una somma annuale. Su Citizen-Ex vengono raccolte le storie di alcuni domini “particolari”: da quello del Montenegro (.me), spesso utilizzato dai portfolio personali e addirittura da Facebook (fb.me) e reclamato dal Primo Ministro Vujica Lazovic solo nel 2014, alla piccola isola di Tuvalu, che ricava circa il 10% dei suoi introiti dalla concessione del dominio .tv alla Verisign, società che gestisce i domini di rete. Fino ad arrivare al Territorio Britannico dell’oceano indiano (.io) che, come l’autore ricorda, «a meno che tu non faccia parte dell’esercito o non abbia uno yacht, è un luogo raggiungibile solo grazie a Internet».

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