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In Russia non solo non si può vedere Heated Rivalry, ma si viene multati anche solo a parlarne Una rivista che aveva "osato" recensire la serie Hbo si è vista recapitare una multa di 500 mila rubli, l'equivalente di circa 6 mila euro.
In dieci anni gli affitti a Berlino sono aumentati del 69 per cento I prezzi sono aumentati in tutta la Germania, ma nella capitale la situazione è nettamente la peggiore.
La petizione per interrompere tutti i rapporti tra Unione europea e Israele ha superato il milione di firme Ora la Commissione europea dovrebbe presentare al Consiglio una proposta formale che, se approvata, porterà alla sospensione dell'accordo di associazione UE-Israele.
Al Festival di Cannes verrà presentato Gli amanti della notte, il primo film tratto da un romanzo di Mieko Kawakami All the Lovers in the Night di Yukiko Sode, tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice giapponese, è stato selezionato nella sezione Un Certain Regard.
La Danimarca è diventata il primo Paese al mondo a usare solo energie rinnovabili per un mese intero A marzo del 2025 il Paese è riuscito a soddisfare tutto il suo fabbisogno energetico usando solo l'eolico e il solare, per 31 giorni consecutivi.
Il fotografo che ha fatto la copertina dell’Espresso sugli abusi dei coloni israeliani in Palestina è stato costretto a pubblicare un video della scena per dimostrare che la foto non è fatta con l’AI Pietro Masturzo si è dovuto difendere dalle accuse di aver pubblicato una foto falsa. Non è bastato a convincere gli accusatori.
C’è un book club in cui si pagano 1500 euro per leggere in silenzio assieme a degli sconosciuti a cui non bisogna rivolgere la parola Si chiama Rest + Read, si tiene in Galles e si pagano 1.250 sterline (1.495 euro) per quattro giorni di lettura e silenzio.
Una delle nuove differenze tra ricchi e poveri è il green divide, cioè la possibilità e facilità di accedere a zone verdi Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.

Bibbia e Corano: there’s an app for that

27 Ottobre 2011

Sono sempre di più le app a sfondo religioso per smartphone e tablet. Le applicazioni legate alla Bibbia, per esempio, sono più scaricate e acquistate di quelle di Angry Birds — per quanto il paragone possa sembrare sacrilego, il videogioco è tra i più diffusi al mondo — e la stessa cosa vale per applicazioni legate al Corano e alla Torah.

Il New Yorker ha intervistato alcuni prelati che hanno confessato di leggere il breviario su iPad o di consultarvi direttamente l’app della propria chiesa. Una rivoluzione partita dal basso (dalle parocchie) ma che è arrivata anche ai piani alti dell’istituzione cristiano-cattolica, come ha dimostrato la recente nomina del “cyberteologo” Antonio Spadaro alla direzione de La Civiltà Cattolica, una pubblicazione vaticana. Sotto la sua direzione la testata si è avvicinata al mondo della rete e dei nuovi media, arrivando a pubblicare un articolo sulla “etica degli hacker e la visione cristiana” in cui si discuteva di come l’open source sia una piattaforma vicina alle posizioni cristiane.

Una tendenza che sta toccando l’Islam, grazie ad app come Islam Compass, una sorta di agenda per il buon musulmano, che offre le preghiere adatte per i diversi momenti della giornata. Nel caso islamico, però, la digitalizzazione dei testi sacri deve vedersela con il culto del libro sacro inteso come feticcio, come oggetto sacro in sé. Una tradizione che Amir Ahmad, fondatore del forum online “Islam and New Media”, ha spiegato così al New Yorker:

“Sin da quando siamo piccoli, ci è stato insegnato di non mettere mai nessun libro sopra al Corano. Il libro deve rimanere scoperto perché contiene la parola di Dio”. Però su un iPad il Corano è a stretta vicinanza ad “altri contenuti digitali come musica e immagini”.

Un problema che rallenta la digitalizzazione dei testi sacri dell’Islam, anche se sempre più fedeli tendono a sorvolare la questione e confessando di scaricare app religiose da portare sempre con sé.

Il mondo ebraico, invece, sembra aver adottato i new media religiosi senza resistenza, ricordando quando la parola di Dio era trasmessa oralmente di generazione in generazione:

Da molti punti di vista, avere un testo sacro in tasca è un modo di vivere la religione più vicino a quello in uso nell’antichità, quando stavano nelle teste degli uomini.

(Immagine dal New Yorker)

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