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Bacon e prosciutti, la fine è vicina?

Amanti della pancetta di tutto il mondo, preparatevi: «La fine è vicina». In questi giorni gli allevatori britannici hanno lanciato l’allarme: una “carestia del bacon” è “inevitabile”.

La notizia, rilanciata con toni apocalittici da Gawker e Huffington Post, sarebbe questa: visto che i raccolti di mais e soia sono andati male, i prezzi dei mangimi sono saliti, e di conseguenza allevare maiali, dal punto di vista dei produttori, è un gioco che non vale la candela. Secondo la Britain’s National Pig Association, infatti:

«Nuovi dati mostrano che il patrimonio suino dell’Unione europea sta diminuendo a un tasso elevato, ed è una tendenza che viene rispecchiata in tutto il mondo. Gli allevatori sono travolti dagli alti costi di alimentazione dei suini, causati dal fallimento globale dei raccolti di mais e di soia. Tutti i principali paesi europei produttori di suini segnalano una contrazione delle mandrie».

L’ultima volta che ci siamo occupati di allevamenti suini, pareva il problema fosse esattamente il contrario. E cioè che venivano allevati sempre più maiali, ma c’era sempre meno gente che mangiava il bacon.

A questo punto, siamo un po’ persi.

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