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Paul Schrader ha detto in un’intervista che sta facendo un “drug movie”, nato dopo aver provato otto volte l’ayuahasca Il film avrà lo stesso titolo del famosissimo saggio di Aldous Huxley del 1954: Le porte della percezione.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio Si comincia con 10 mila dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2 mila ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: in totale quasi 70 mila dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.

Perché le persone sono più stronze in ufficio

28 Giugno 2016

È un fenomeno che gli scienziati sociali definiscono “workplace incivility”, cioè inciviltà o scortesia sul posto di lavoro. È un fenomeno che conoscono tutti – e diffusissimo, stando ai dati – ma sulle cui origini fino a poco tempo fa avevano indagato in pochi. Perché la gente fa la stronza in ufficio? Un ricercatore dell’Università della Florida, Trevor Foulk, ha provato ad indagare sulla questione, pubblicando insieme ad altri un paper sulla rivista scientifica Journal of Applied Psychology, e poi divulgandone i contenuti su Aeon. La sua teoria è che la scortesia in ufficio è prima di tutto un fenomeno contagioso.

La definizione scientifica di inciviltà sul posto di lavoro, dice Foulk, è «comportamento deviante a bassa intensità con l’intento ambiguo di fare danni». Nella categoria degli “incivili” rientra chi non saluta, chi risponde male, chi deride gli altri o si prende il merito del lavoro altrui; poi magari c’è quel collega che offre il caffè a tutti ma non a te. Ovvero maltrattamenti apparentemente trascurabili quanto basta per non essere sanzionabili, ma che possono fare danni. E che infatti spesso lo fanno. Secondo diversi studi, subire sgarbi sul posto di lavoro porta a una diminuzione dell’efficienza e della produttività: secondo una ricerca pubblicata nel 2015 dall’American Academy of Pediatrics, per esempio, i chirurghi che operano dopo avere ricevuto un insulto tendono a commettere più errori, e chi ci rimette sono i pazienti. Si tratta di un fenomeno assai diffuso: secondo la Harvard Business Review, il 98 per cento dei lavoratori americani sostiene di avere avuto a che fare con stronzi sul posto di lavoro, e di questi circa la metà deve sorbirsi il loro comportamento su base settimanale (i dati sono del 2011).

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Resta da chiedersi, allora, come mai la stronzaggine sul posto di lavoro sia così diffusa nonostante i danni che arreca al sistema produttivo. «In una serie di studi, i miei colleghi ed io abbiamo scoperto che la maleducazione può diventare contagiosa, in modo inconscio e automatico», scrive Foulk su Aeon. «Subire uno sgarbo in realtà induce le persone a comportarsi in modo più brusco a loro volta. Un sacco di cose possono essere contagiose – dal raffreddore alla gioia, passando per lo sbadiglio e varie emozioni. Quello che abbiamo scoperto è che essere circondati da gente maleducata tende a produrre un comportamento maleducato».

Uno degli studi condotti dal ricercatore insieme ai suoi colleghi suggerisce che l’avere subito uno sgarbo può provocare un comportamento maleducato fino a sette giorni di distanza. «Purtroppo, proprio perché è contagiosa e inconscia, la maleducazione in ufficio è difficile da fermare», conclude Foulk. «Quindi, cosa si può fare? Forse le aziende devono riesaminare i tipi di comportamenti che sono tollerati sul posto di lavoro».

Impiegati al Pentagono, data sconosciuta (Orlando/Getty Images). Impiegate alla Bank of America, 1970 circa (Orlando/Getty Images).
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