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21:18 mercoledì 11 marzo 2026
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.

Chi rifiuta l’innovazione tecnologica ora ha un nome

08 Settembre 2016

“Early adopter” è un termine che abbiamo imparato tutti: parla di quei gruppi di persone che anticipano la popolarizzazione di un certo trend, specie in ambito tecnologico. Il magazine Timeline spiega che un americano su cinque è ancora sprovvisto di smartphone: eppure sono passati quasi dieci anni dal lancio del primo iPhone, e otto dal debutto ufficiale di Android. Insomma, perché sottrarsi?

I motivi per dire “no” a una tecnologia ampiamente diffusa sono molteplici, vanno da chi dichiara con orgoglio di non volersi mescolare al resto del gregge, a chi è semplicemente anziano e poco propenso a imparare metodi e codici di un nuovo sistema di comunicazione. Esiste, si scopre, una gerarchia basata su una teoria detta “della diffusione delle innovazioni”, che descrive come un’idea, una moda o un prodotto viene assorbito dalla società (il termine è nato negli anni Sessanta, ma i primi studi risalgono agli anni Venti del Midwest americano: i ricercatori del tempo volevano capire se le ultime novità in fatto di tecniche agricole avessero raggiunto i coltivatori della zona).

Six People Killed In Amish School Shooting

A occupare il ruolo più alto della gerarchia, illustrata da Timeline, ci sono gli innovatori, «i primi a testare un’idea o un prodotto», seguiti dagli early adopter e dalla early e late majority, i due gruppi progressivi in cui la diffusione si massifica. Al punto più basso ci sono i “laggard”, descritti come segue: «Tipicamente gli ultimi ad abbracciare un trend, i laggards sono ostili al cambiamento. Sono tradizionali, spesso di classe sociale e reddito bassi, e comunicano soltanto con i parenti stretti e gli amici. Spesso sono di età avanzata».

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Internet, ad esempio, è una tecnologia ancora in fase di saturazione, che non ha ancora raggiunto i laggard. «Di solito i laggard non iniziano prendendola come una cosa ironica. Un tratto tendenzialmente condiviso da questo gruppo è lo scetticismo, connesso alla “facilità nel metabolizzare”, cioè come il cervello gestisce la sfida e il cambiamento», scrive Timeline, precisando poi come il numero di persone ostili agli oggetti più comuni non diminuirà nemmeno in futuro, quando il tech varcherà traguardi che oggi ci sembrano impensabili: anzi, un’innovazione più repentina potrebbe portare a reazioni di rifiuto più marcate.

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