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19:43 sabato 7 marzo 2026
Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".

Chi rifiuta l’innovazione tecnologica ora ha un nome

08 Settembre 2016

“Early adopter” è un termine che abbiamo imparato tutti: parla di quei gruppi di persone che anticipano la popolarizzazione di un certo trend, specie in ambito tecnologico. Il magazine Timeline spiega che un americano su cinque è ancora sprovvisto di smartphone: eppure sono passati quasi dieci anni dal lancio del primo iPhone, e otto dal debutto ufficiale di Android. Insomma, perché sottrarsi?

I motivi per dire “no” a una tecnologia ampiamente diffusa sono molteplici, vanno da chi dichiara con orgoglio di non volersi mescolare al resto del gregge, a chi è semplicemente anziano e poco propenso a imparare metodi e codici di un nuovo sistema di comunicazione. Esiste, si scopre, una gerarchia basata su una teoria detta “della diffusione delle innovazioni”, che descrive come un’idea, una moda o un prodotto viene assorbito dalla società (il termine è nato negli anni Sessanta, ma i primi studi risalgono agli anni Venti del Midwest americano: i ricercatori del tempo volevano capire se le ultime novità in fatto di tecniche agricole avessero raggiunto i coltivatori della zona).

Six People Killed In Amish School Shooting

A occupare il ruolo più alto della gerarchia, illustrata da Timeline, ci sono gli innovatori, «i primi a testare un’idea o un prodotto», seguiti dagli early adopter e dalla early e late majority, i due gruppi progressivi in cui la diffusione si massifica. Al punto più basso ci sono i “laggard”, descritti come segue: «Tipicamente gli ultimi ad abbracciare un trend, i laggards sono ostili al cambiamento. Sono tradizionali, spesso di classe sociale e reddito bassi, e comunicano soltanto con i parenti stretti e gli amici. Spesso sono di età avanzata».

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Internet, ad esempio, è una tecnologia ancora in fase di saturazione, che non ha ancora raggiunto i laggard. «Di solito i laggard non iniziano prendendola come una cosa ironica. Un tratto tendenzialmente condiviso da questo gruppo è lo scetticismo, connesso alla “facilità nel metabolizzare”, cioè come il cervello gestisce la sfida e il cambiamento», scrive Timeline, precisando poi come il numero di persone ostili agli oggetti più comuni non diminuirà nemmeno in futuro, quando il tech varcherà traguardi che oggi ci sembrano impensabili: anzi, un’innovazione più repentina potrebbe portare a reazioni di rifiuto più marcate.

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