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08:57 sabato 18 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Il gender gap nelle faccende domestiche, Paese per Paese

07 Settembre 2016

Una delle ultime barriere alla vera parità dei sessi nel mondo occidentale, scrive Taryn Hillin su Fusion, è un gender gap di una dimensiona più quotidiana, quello che si manifesta quando la maggior parte delle faccende di casa sono ancora considerate un’incombenza della donna. Studi hanno già provato come quello che viene definito “housework gap” condizioni la vita femminile, al punto dal peggiorare lo stato di salute di molte donne, ma nessuno aveva ancora indicato in quali luoghi questa tendenza è più marcata (e, viceversa, dove la strada verso l’uguaglianza è più in discesa).

Alcuni ricercatori di Oxford si sono dedicati a scoprire come la divisione dei compiti domestici è cambiata negli ultimi 50 anni in 19 Paesi occidentali, tra il 1961 e il 2011. Si è scoperto che l’housework gap in valore assoluto, come ci si sarebbe potuto aspettare, è diminuito, ma a questa variazione corrisponde un dato di fatto incontrovertibile: le donne sono ancora molto più impegnate nei lavori di casa degli uomini. Come scrivono gli autori del paper,

The data show that being a woman is, on average, associated with more than two hours of extra housework per day. When we add the controlling factors into the model, the coefficient of being a woman falls by only ten minutes.

Jimmy Greaves

Ci sono poi dati imprevisti: negli Stati Uniti, ad esempio, l’housework gap ha raggiunto il valore più basso negli anni Novanta, per poi tornare in modo controintuitivo a crescere negli anni Duemila, prima di un nuovo livellamento verso il basso. L’Italia, invece, è messa molto male: con la Spagna e alcuni Stati dell’area ex sovietica – ex Yugoslavia e Polonia, tra gli altri – si posiziona tra le nazioni più arretrate.

In generale, il team di ricerca ha scritto di poter dividere i Paesi analizzati in due categorie: quelli che hanno sperimentato un declino ripido del gap a partire dagli anni Sessanta, e una seguente stabilizzazione negli Ottanta, che si è tramutata in un rallentamento arrivato fino ai giorni nostri; e quelli che hanno avuto un miglioramento delle condizioni femminili meno marcato, che sta continuando solo negli ultimi anni. L’Italia e la Spagna fanno parte di questa seconda categoria.

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