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09:14 domenica 12 luglio 2026
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.
Dopo averle classificate come un “problema climatico”, l’Unione Europea ha cambiato idea sulle mucche e adesso le considera “infrastrutture critiche” A quanto pare, adesso l'Ue ha deciso che le mucche «garantiscono autonomia strategica e prevengono l'abbandono dei territori».
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Marie Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.
C’è una playlist in cui ogni canzone è dedicata al Presidente di un Paese del G7 e l’ha fatta Emmanuel Macron Tra dossier sull’Ucraina, tensioni in Medio Oriente, dazi, nucleare iraniano e intelligenza artificiale, Emmanuel Macron ha pensato di aggiungere una canzone per ciascun leader in un catalogo musicale del potere globale.
La libreria indipendente di Han Kang a Seoul ha chiuso a causa della gentrificazione del quartiere Il proprietario dell'immobile in cui si trovava la libreria ha deciso di venderlo e nemmeno una Premio Nobel è riuscita a convincerlo a ripensarci.
Oltre a John Cale, Martin Scorsese e Marc Jacobs, nel nuovo album di Charli XCX c’è anche David Cronenberg L'attesissimo nuovo album dal titolo Music, Fashion, Film uscirà il 24 luglio.

Come mai le persone anziane scrivono i messaggi nel modo in cui li scrivono

09 Febbraio 2018

Le persone anziane hanno un modo tutto loro di utilizzare la tecnologia. Qualche mese fa su Studio la scrittrice Letizia Muratori aveva raccontato il modo entusiasta e un po’ buffo degli over sessanta di usare Facebook. Ieri The Outline ha pubblicato un articolo che apre un altro capitolo della saga “anziani e tecnologia”: lo stile di scrittura dei messaggi. E in particolare un dettaglio che salta subito all’occhio, ovvero l’uso scriteriato dei puntini di sospensione. Chiunque abbia provato a chattare con una persona anziana può confermare. Dopo ogni frase, o magari dopo un paio di parole, ecco comparire i puntini. A volte 2, a volte 3, in certi casi perfino 4.

Perché? Non è facile capire il motivo di questa passione per i puntini, ammette Paris Martineau, autore dell’articolo. Di sicuro non ha niente a che fare con le vecchie abitudini di scrittura (i bei tempi delle lettere e delle cartoline non contemplavano certo questo tipo di abuso). Nemmeno ha senso credere che si tratti di un fraintendimento, un modo sbagliato di utilizzare la tastiera: i puntini sono evidentemente una scelta, o meglio, un tic stilistico. Inconsapevole, forse, ma non casuale o frutto dell’errore (anche perché li usano proprio tutti: non può essere una coincidenza). E allora?

Normalmente lo scopo dei puntini di sospensione è quello di esprimere esitazione, confusione, dubbio. Secondo Martineau «sono il  più passivo-aggressivo tra i segni di punteggiatura». Per cercare di venire a capo del mistero, lui si è rivolto direttamente alla fonte e ha intervistato diversi “ellipsis-abuser”: «È come con i punti esclamativi», gli ha spiegato un professore della New York University. «Anche se li odio, li uso molto nelle e-mail perché ho paura che il mio tono, altrimenti, possa sembrare negativo». I puntini, quindi, potrebbero essere nella mente dell’anziano la giusta via di mezzo tra l’entusiasmo eccessivo del punto esclamativo e il duro, improvviso finale di un punto (o la mancanza di esso). Che rispecchino dunque una specie di avversione nel terminare le frasi con decisione? O l’esitazione con la quale gli anziani si avvicinano alla tecnologia? Martineau ha ragione: capire perché li usano non è per niente facile…

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