Il proprietario dell'immobile in cui si trovava la libreria ha deciso di venderlo e nemmeno una Premio Nobel è riuscita a convincerlo a ripensarci.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti
Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
In questi anni i problemi del mondo si sono fatti tali e tanti – guerre, genocidi, crisi climatica, disastri economici – che persino una piaga come l’overtourism è passata in secondo piano, è finita nella lunghissima lista dei problemi gravissimi che però non abbiamo il tempo, le energie e le risorse per risolvere adesso. Ma il problema resta, la situazione non fa che peggiorare, la protesta inizia a farsi anche violenta proprio perché una soluzione proprio non riusciamo a trovarla. Una prova di questo fatto viene dalla cronaca di Madrid, dove da settimane si parla di un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta prendendo di mira gli appartamenti turistici della capitale spagnola. Finora si sono registrati 153 attacchi in sette quartieri, tutti rivendicati dai sabotatori sui social media.
In realtà, “sabotatori” è una parola un tantino altisonante per descrivere le azioni intraprese da questi gruppi. Ricordate quando due anni fa in Italia passammo una discreta parte della nostra estate a discutere della circolare del Ministero dell’Interno n.38138, quella con la quale si vietava l’uso delle key box, le mini casseforti in cui mettere le chiavi degli appartamenti messi in affitto breve per i turisti? Ecco, in Spagna sta succedendo la stessa cosa, solo che al posto della circolare ministeriale ci sono martelli, silicone, colla e guanti, usati per distruggere o sigillare le key box in modo da impedire ai turisti l’accesso agli appartamenti. Oltre alle key box, i sabotatori si sono dedicati anche alla distruzione dei lettori NFC, strumenti che permettono di entrare nelle case attraverso una chiave digitale che viene scaricata e conservata nel proprio smartphone. Per gli appartamenti meno tecnologicamente avanzati, l’operazione di sabotaggio è più facile: si riempiono le serrature delle porte di silicone e si fa la stessa cosa con quelle delle scatole in cui vengono lasciare le chiavi. A completare l’operazione, i sabotatori lasciano spesso e volentieri le scritte “Più vicinato, meno Airbnb” oppure “Il mio quartiere non è turismo” o ancora “Turisti andate via” sui muri vicini. Tra le zone colpite ci sono Puente de Vallecas, Villa de Vallecas, Latina, Lavapiés, Carabanchel, Tetuán e Ciudad Lineal.
I sabotatori hanno ripreso tutte le loro azioni, ci hanno fatto dei video – spesso usando come colonna sonora la canzone Tú me subiste el alquiler – e hanno pubblicato tutto sui social. Assicurano che non si tratta di azioni isolate né della fine dei loro attacchi: i sabotaggi sono infatti iniziati nello scorso giugno, con le stesse identiche modalità, spesso negli stessi identici quartieri. È capitato anche che negli assalti di giugno venisse colpito lo stesso appartamento colpito in quelli di febbraio, e in questo caso i sabotatori hanno lasciato sul muro la scritta “Secondo avviso”, proprio per ribadire la continuità tra un’azione e l’altra. Non è da escludere, secondo gli inquirenti, che nel breve futuro arriveranno anche dei terzi avvisi, dunque. Certo è che i sabotatori hanno amplissima scelta (lo diciamo anche perché non è giusto accanirsi sugli appartamenti altrui in generale, ma soprattutto non è giusto accanirsi sempre sugli stessi appartamenti): a Madrid, attualmente ci sono 14.297 annunci attivi per appartamenti turistici.