Nei gusti letterari, nella lingua, nelle opinioni, nelle pubbliche uscite, nei litigi con i colleghi: Mari è il caratteraccio per eccellenza.
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Maria Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola
Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.
Mubi ha annunciato l’acquisizione dei diritti per la distribuzione internazionale di Making Marie Antoinette, un documentario che è, a tutti gli effetti, un affare di famiglia firmato Coppola, stavolta però non Sofia ma Eleanor, la madre di Sofia, la moglie di Francis, morta il 12 aprile del 2024.
Se il pubblico comune conosce i Coppola per la saga de Il Padrino di papà Francis o per i successi pop-esistenziali di Sofia, questo nuovo tassello celebra la figura di Eleanor Coppola, scomparsa nell’aprile del 2024, che ha passato una vita intera a filmare le maestose e spesso caotiche fatiche cinematografiche dei suoi cari. Nel 2005, Sofia Coppola si trovava alla Reggia di Versailles per girare il suo terzo lungometraggio, Marie Antoinette, interpretato da Kirsten Dunst e Jason Schwartzman. Sofia sul set non affrontò l’impresa da sola: dietro la cinepresa, accanto a lei, c’era proprio la madre Eleanor, maestra del documentario, autrice di un capolavoro come Heart of Darkness, il leggendario documentario con il quale raccontò il dipanarsi di quella follia che è poi passata alla storia del cinema con il titolo di Apocalypse Now.
Visto questo avventuroso (eufemismo se mai ne è stato usato uno) precedente, per Eleanor sarà stata una passeggiata di salute muoversi con la cinepresa tra parrucche pastello e le scarpe Manolo Blahnik. Alla fine delle riprese di Marie Antoinette, la regista aveva raccolto circa 80 ore di girato, in cui la protagonista assoluta era ovviamente la figlia Sofia. A vent’anni da quell’esperienza madre-figlia alquanto peculiare, e per esaudire un desiderio espresso dalla madre prima di morire, Sofia ha ripreso in mano il girato di Eleanor, lo ha visionato assieme a lei durante il lockdown e lo ha trasformato in un film grazie all’aiuto del montatore Aaron Matthews. Il risultato è un documentario materno, in cui Eleanor ci mostra l’incredibile artigianalità e la cura maniacale che la figlia mise nelle riprese di Marie Antoinette. Oltre a Sofia, la cinepresa di Eleanor segue da vicino anche la leggendaria costumista Milena Canonero mentre inventa quell’estetica pop-settecentesca che conquistò il pubblico dell’epoca.
Per dare una forma narrativa ai diari di bordo scritti da Eleanor durante quelle storiche riprese, la produzione ha affidato la voce narrante del film a Diane Lane, che legge i passaggi in cui la madre riflette sul proprio ruolo di testimone e sul legame profondo con la figlia. Finanziato da OUR FILMS, Mediawan Rights e Entourage Pictures, il documentario è stato prodotto da Lorenzo Mieli, Mario Gianani, Rachel Dengiz e Youree Henley accanto alla stessa Sofia. «Rivedere un film così audace attraverso gli occhi di Eleanor, sia come regista che come madre, è incredibilmente commovente», ha dichiarato Efe Cakarel, fondatore e Ceo di MUBI. Sofia invece, ha espresso enorme gratitudine a Lorenzo Mieli per aver trasformato il sogno di sua madre in realtà, dicendosi entusiasta del fatto che il film avrà una distribuzione globale.