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18:33 martedì 25 agosto 2026
Uniqlo ha lanciato la sua prima collezione di hijab Il lancio è avvenuto il 17 agosto in Malesia, Indonesia, Singapore e Filippine. È la prima collezione di hijab tutta realizzata dal brand, al di fuori di capsule collection e partnership speciali.
La tv di Stato iraniana ha messo una taglia di 10 milioni di dollari sulla testa di Barron Trump Dando anche dei consigli pratici e logistici su come uccidere il più piccolo dei figli del Presidente degli Stati Uniti.
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e da Jonathan Glazer, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.

Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Marie Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola

Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.

09 Luglio 2026

Mubi ha annunciato l’acquisizione dei diritti per la distribuzione internazionale di Making Marie Antoinette, un documentario che è, a tutti gli effetti, un affare di famiglia firmato Coppola, stavolta però non Sofia ma Eleanor, la madre di Sofia, la moglie di Francis, morta il 12 aprile del 2024.

Se il pubblico comune conosce i Coppola per la saga de Il Padrino di papà Francis o per i successi pop-esistenziali di Sofia, questo nuovo tassello celebra la figura di Eleanor Coppola, scomparsa nell’aprile del 2024, che ha passato una vita intera a filmare le maestose e spesso caotiche fatiche cinematografiche dei suoi cari. Nel 2005, Sofia Coppola si trovava alla Reggia di Versailles per girare il suo terzo lungometraggio, Marie Antoinette, interpretato da Kirsten Dunst e Jason Schwartzman. Sofia sul set non affrontò l’impresa da sola: dietro la cinepresa, accanto a lei, c’era proprio la madre Eleanor, maestra del documentario, autrice di un capolavoro come Heart of Darkness, il leggendario documentario con il quale raccontò il dipanarsi di quella follia che è poi passata alla storia del cinema con il titolo di Apocalypse Now.

Visto questo avventuroso (eufemismo se mai ne è stato usato uno) precedente, per Eleanor sarà stata una passeggiata di salute muoversi con la cinepresa tra parrucche pastello e le scarpe Manolo Blahnik. Alla fine delle riprese di Marie Antoinette, la regista aveva raccolto circa 80 ore di girato, in cui la protagonista assoluta era ovviamente la figlia Sofia. A vent’anni da quell’esperienza madre-figlia alquanto peculiare, e per esaudire un desiderio espresso dalla madre prima di morire, Sofia ha ripreso in mano il girato di Eleanor, lo ha visionato assieme a lei durante il lockdown e lo ha trasformato in un film grazie all’aiuto del montatore Aaron Matthews. Il risultato è un documentario materno, in cui Eleanor ci mostra l’incredibile artigianalità e la cura maniacale che la figlia mise nelle riprese di Marie Antoinette. Oltre a Sofia, la cinepresa di Eleanor segue da vicino anche la leggendaria costumista Milena Canonero mentre inventa quell’estetica pop-settecentesca che conquistò il pubblico dell’epoca. 

Per dare una forma narrativa ai diari di bordo scritti da Eleanor durante quelle storiche riprese, la produzione ha affidato la voce narrante del film a Diane Lane, che legge i passaggi in cui la madre riflette sul proprio ruolo di testimone e sul legame profondo con la figlia. Finanziato da OUR FILMS, Mediawan Rights e Entourage Pictures, il documentario è stato prodotto da Lorenzo Mieli, Mario Gianani, Rachel Dengiz e Youree Henley accanto alla stessa Sofia. «Rivedere un film così audace attraverso gli occhi di Eleanor, sia come regista che come madre, è incredibilmente commovente», ha dichiarato Efe Cakarel, fondatore e Ceo di MUBI. Sofia invece, ha espresso enorme gratitudine a Lorenzo Mieli per aver trasformato il sogno di sua madre in realtà, dicendosi entusiasta del fatto che il film avrà una distribuzione globale.

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