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20:49 mercoledì 20 maggio 2026
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).
La NATO è preoccupata che se la guerra in Iran dovesse continuare si ritroverà senza armi e munizioni perché gli Stati Uniti ne stanno usando troppe Finora gli Usa hanno speso 29 miliardi di dollari per una guerra di cui non si vede la fine e ancora non è chiaro lo scopo.
C’è una gran polemica nel mondo letterario perché la Premio Nobel Olga Tokarczuk ha detto di aver usato l’AI durante la stesura del suo nuovo libro Cosa che in realtà non ha mai detto, come si è affretta a spiegare lei stessa in un comunicato stampa in cui precisa che l'AI non scriverà mai al posto suo.
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.
La Presidente irlandese Catherine Connolly ha detto di essere orgogliosa di sua sorella Margaret, medico di bordo della Global Sumud Flotilla arrestata dalle forze armate israeliane Lo ha detto durante un incontro con re Carlo a Buckingham Palace. E ha aggiunto di essere anche «molto preoccupata».

The Legend of Zelda diventerà un film

08 Novembre 2023

Tre indizi fanno una prova: il primo è stato il successo di The Last of Us e di Super Mario, il secondo la crisi del Marvel Cinematic Universe, il terzo la notizia che Nintendo e Sony Pictures stanno sviluppando un adattamento cinematografico di The Legend of Zelda. Si capisce che Hollywood sta vivendo un cambio di paradigma: l’epoca dei cinecomic sta finendo (ne abbiamo scritto qui), urge trovare nuove proprietà intellettuali dalle quali trarre franchise multimediali infiniti. Era ampiamente prevedibile, praticamente scontato che una delle saghe videoludiche più amate di tutti i tempi venisse portata al cinema, dunque. Se ne parlava ormai da anni, ora è ufficiale.

Dell’adattamento si occuperanno il game designer Shigeru Miyamoto, il produttore Avi Arad (nel suo lunghissimo curriculum anche la trilogia di Spider-Man diretta da Sam Raimi) e il regista Wes Ball. Il cast è ancora da decidere, una data di inizio delle riprese anche, anche se Miyamoto, con un post pubblicato sul profilo giapponese di Nintendo, ha detto che lui, assieme ad Arad, è al lavoro sul film già da diverso tempo. Ma «ci vorrà ancora un po’» prima di vedere il film al cinema, ha spiegato Miyamoto. Nintendo, ha detto il game designer, è molto coinvolta nel progetto, una rassicurazione preventiva a tutti i fan della serie: il film di Zelda sarà fedele allo spirito dei videogiochi. Anche perché non c’è maggiore garanzia di successo di questa: dopo soli tre giorni dall’uscita, Tears of the Kingdom, l’ultimo capitolo della saga, aveva venduto dieci milioni di copie, un record per Nintendo. Che ora spera di ripetersi anche al cinema.

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Solo Pedro Almodóvar poteva avere il coraggio di fare apposta un film brutto

Amarga Navidad è forse la sua opera più arrogante e disperata, un'opera-confessione in cui Almodovar mette tutti i suoi terrori: quello della vecchiaia, del decadimento fisico e soprattutto della perdita del genio creativo.

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