Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Un misterioso youtuber ha pubblicato un video lungo 140 anni in cui non succede, non si vede e non si sente niente
L'utente shinywr è diventato improvvisamente l'uomo più cercato di internet: chi è? Come ha fatto? E, soprattutto, perché?
Un misterioso youtuber ha pubblicato un video della durata di centoquarant’anni, scatenando teorie, tentativi di decifrazione e inevitabili meme. Il video è comparso nei giorni scorsi su YouTube e, come riportato da Dexerto, ha attirato subito l’attenzione per un dettaglio impossibile da ignorare: il contatore della durata indica quasi un secolo e mezzo, anche se cliccando sul video la lunghezza effettiva risulta essere di “sole” 12 ore.
Il video è stato caricato da un canale senza informazioni chiare sull’autore shinywr, con come titolo un punto di domanda. È composto da una sequenza di immagini statiche, rumori, silenzi e cambiamenti appena percettibili. Non risulta promosso né suggerito dall’algoritmo: alcuni utenti lo hanno scoperto per caso e lo hanno condiviso su Reddit, dando il via a un’indagine collettiva. Tra gli elementi emersi ci sono timestamp anomali e il tracciamento dell’account, che secondo alcuni indizi sembrerebbe operare dalla Corea del Nord, dettaglio che ha aggiunto un ulteriore livello di mistero alla vicenda.
A intrigare maggiormente è però l’apparente impossibilità tecnica del video. YouTube impone infatti un limite massimo di 12 ore e 128 gigabyte per i video caricati. Se alcuni vincoli possono essere aggirati – come dimostrano le radio “live” che trasmettono ininterrottamente – nessuno è riuscito a spiegare come sia stato possibile ottenere un contatore di durata così estremo senza far fallire il caricamento o trasformare il video in una diretta. Al momento non esistono risposte ufficiali e le ipotesi si moltiplicano. C’è chi pensa a un canale di test interno a YouTube finito online per errore, chi a un esperimento concettuale, una capsula del tempo digitale o una dimostrazione tecnica dei limiti della piattaforma da parte di qualche “smanettone”.
Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
Dopo il 2016, Instagram era diventato il rifugio di chi fuggiva da un Facebook ormai invivibile. Dieci anni dopo, chi c'era allora vede muoversi gli stessi maligni meccanismi che hanno rovinato tutte le piattaforme social.
È una pratica antica ma che finora era rimasta confinata negli antri più oscuri di internet. In questi mesi, però, abbiamo assistito al suo definitivo sdoganamento: ora è una forma di comunicazione politica accettata e apprezzata. Grazie, ovviamente, a Donald Trump.
Il sorrisetto soddisfatto della sindaca di Genova a molti ha ricordato un meme famosissimo: quello della Disaster Girl, di cui Salis è involontariamente diventata la versione "adulta".