E continuerà a farlo per almeno altri sei mesi, quando poi passerà a usare prodotti e servizi gentilmente offerti da OpenAI.
L’ex ministro dell’economia greco Yanis Varoufakis verrà processato perché in un podcast ha detto di aver provato l’ecstasy 37 anni fa
L'ex ministro delle Finanze è accusato di «promozione e pubblicità di sostanze stupefacenti» e rischia dai 6 mesi ai 10 anni di carcere.
Dopo aver saputo dell’ultima disavventura in cu è incappato l’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ci siamo chiesti: ma nel codice penale greco esiste la prescrizione? Com’è possibile che una persona finisca sotto inchiesta per aver ammesso di aver fatto uso di stupefacenti 37 anni fa? Abbiamo risposto subito a entrambe le domande. Per quanto riguarda la prescrizione, sì, esiste, anche in Grecia. La seconda domanda, invece, abbiamo scoperto che era mal posta: Varoufakis, infatti, non è finito sotto inchiesta per il fatto di aver consumato ecstasy a un concerto di Kylie Minogue tenutosi dopo la parata per il Mardi Gras a Sydney 37 anni fa (così ha raccontato nel podcast Phasma) ma per aver violato una legge dello Stato che punisce la «promozione e pubblicità di sostanze stupefacenti». A dare la notizia delle conseguenze legali dell’uscita, a tutti parsa innocente e pure un po’ goffa, di Varoufakis è stato il suo stesso partito, il Fronte della Disobbedienza Realistica Europea (meglio noto come MeRA25, di ispirazione socialista democratica, non rappresentato in Parlamento ma molto apprezzato dall’elettorato più giovane).
Il partito ha criticato aspramente la decisione, definendola come «l’ennesimo episodio della progressiva fascistizzazione della magistratura greca» e «prova lampante di come la componente di estrema destra del governo (il Nuova Democrazia o ND) manipoli i fatti». In una dichiarazione ufficiale, MeRA25 ha definito il procedimento giudiziario come una vendetta politica, un attacco «al nostro segretario, pericoloso perché dice la verità». Il partito ha inoltre sostenuto che, sebbene l’assurdità del caso abbia suscitato ilarità anche tra gli avversari di Varoufakis, il precedente è pericoloso perché si tratta di un messaggio da parte di una «magistratura che chiude gli occhi davanti al potere e dà la caccia a chi rifiuta di inginocchiarsi». Anche Varoufakis ha commentato la vicenda usato toni simili: «Questa ridicola accusa deve essere interpretata con la consapevolezza che sta emergendo una nuova forma di fascismo, insidiosa, in tutto l’Occidente», ha scritto su X, accusando il governo di Kyriakos Mitsotakis di aver portato al governo gli estremisti di destra, dando così loro potere e legittimazione. «Sapendo questo, sono onorato della decisione di perseguirmi legalmente, perché mi dà la possibilità di cuiamare a raccolta tutte le persone per bene, di tutto il mondo, per esortarle a unirsi e a opporsi».
People ask me: “How can they indict you for saying you took an ecstasy pill 36yrs ago in Australia? Are they mad?” No, folks, they are not mad. This has nothing to do with drugs, with the law, with anything related to my actual interview. It is a reflection of what has been…
— Yanis Varoufakis (@yanisvaroufakis) February 26, 2026
Secondo quanto riportato dal Greek Reporter, il prossimo 16 dicembre Yanis Varoufakis è atteso in tribunale ad Atene. L’accusa formale è la violazione dell’articolo 24 della legge 4139/2013 in materia di sostanze stupefacenti. Nello specifico, si parla di istigazione o pubblicità all’uso di droghe e per questo Varoufakis potrebbe rischiare da un minimo di sei mesi a un massimo di 10 anni di carcere, più una sanzione pecuniaria fino a 50 mila euro.
Il curioso cambio di nome è stato necessario per evitare la cancellazione, decisa da una sentenza di un tribunale di Varsavia per questioni finanziarie.