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Mamdani è riuscito a bloccare per almeno un anno l’aumento dell’affitto di quasi metà delle case di New York «Una vittoria storica per gli inquilini di New York», così il sindaco ha commentato la decisione, ufficializzata dal voto del Rent Guidelines Board.
Dua Lipa ha aperto in Portogallo una biblioteca tutta dedicata a libri censurati o vietati Si chiama Manifesto Library e raccoglie cento libri, divisi in quattro sezioni: potere, controllo, voce e memoria.
Senza il “contributo” degli esseri umani l’ondata di caldo in Europa ci sarebbe stata lo stesso ma la temperatura sarebbe stata di almeno 3,5 gradi più bassa Lo dimostra una ricerca del World Weather Attribution, che ha analizzato i dati climatici di 854 città in 30 Paesi europei.
Per la prima volta nella sua storia Prada ha scelto un ambassador palestinese, il musicista Saint Levant Ovviamente, sui social è arrivata subito la polemica, accesa da un dettaglio nell'outfit dell'artista alla Fashion Week di Milano.
Gli influencer non potranno vedere L’Odissea in anteprima perché il distributore del film teme che le loro recensioni (anche e soprattutto quelle positive) lo danneggino A quanto pare, le recensioni degli influencer sono state un problema per Disclosure Day e Universal non vuole ripetere l'errore.
Senza neanche accorgersene, l’Italia ha compiuto uno dei più grandi sforzi di riforestazione di sempre ed è diventata ufficialmente una “nazione forestale” Per la prima volta dal Medioevo, sul territorio ci sono più foreste che campi agricoli, dice l'Unione nazionale comuni comunità enti montani.
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.

I dieci film preferiti di Wes Anderson non c’entrano nulla con Wes Anderson

06 Dicembre 2022

Qual è la cosa più strana dell’edizione 2022 della classifica definitiva di Sight and Sound? Forse i gusti cinematografici di Wes Anderson, uno dei registi invitati a condividere la lista dei loro dieci film preferiti. È dal 1952, ormai, che Sight and Sound – la rivista internazionale edita dal British Film Institute – chiede a cineasti e critici – c’è un sondaggio che viene fatto tra i critici e uno tra i registi – di scegliere e commentare quelli che considerano i migliori film di tutti i tempi. Quest’anno al primo posto della classifica stilata dai critici dei film più belli di sempre troviamo Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles di Chantal Akerman, film femminile e femminista che nel 1976 Le Monde definì «il primo capolavoro sul femminile nella storia del cinema». Akerman aveva soltanto 25 anni quando lo girò, e il suo stile sperimentale e avanguardistico è diventato negli oggetto di approfondimento critico e accademico.

La curiosa vittoria del film del 1975, come scrive Mattia Carzaniga su Rolling Stone, è anche un modo per «premiare un cinema finora sommerso (o considerato tale), cambiare il metro di giudizio, proporre un nuovo canone»: ma non è l’unica particolarità di quest’edizione. A sorprendere tutti, cinefili e non, sono stati i dieci film selezionati da Wes Anderson, tra i 480 registi chiamati quest’anno – tra gli altri ci sono anche Barry Jenkins, Luca Guadagnino, Ari Aster, i fratelli Safdie e Wes Anderson – a stilare la loro lista dei dieci migliori film di tutti i tempi (in questa classifica al primo c’è 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, al secondo Quarto potere di Orson Welles, al terzo Il padrino di Francis Ford Coppola, al quarto a pari merito Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles e Viaggio a Tokyo di Yasujirō Ozu, che nell’ultima edizione del sondaggio tra i registi era arrivato primo). Le dieci opere scelte da Anderson sono narrativamente, tematicamente, esteticamente lontanissime – se non proprio opposte – ai lavori del regista: sono quasi tutti film francesi (e fin qui niente di strano), accomunati da atmosfere cupe e deprimenti. Si va da La grande illusione di Jean Renoir del 1937, ambientato durante la Prima guerra mondiale, a Legittima difesa (Quai des Orfèvres) di Henri-Georges Clouzot del 1947, una storia di gelosia e omicidio (a lieto fine, però, almeno). Anche I gioielli di Madame de… di Max Ophüls del 1953 è intriso di gelosia, e anche qui ci scappa il morto. Poi ci sono due classici del cinema francese, Vivre Sa Vie di Jean-Luc Godard, 1962, e L’uomo che amava le donne di François Truffaut, 1977, che non hanno bisogno di presentazioni. Troviamo poi Loulou di Maurice Pialat, del 1980, con Gérard Depardieu e Isabelle Huppert, il disperato Senza tetto né legge di Agnès Varda (1985), Olivier, Olivier di Agnieszka Holland del 1992, Ricomincia da oggi di Bertrand Tavernier, 1999 e I re e la regina di Arnaud Desplechin del 2004.

La classifica di Sight and Sound è una sorta di liturgia sacra per gli appassionati di cinema. È un “sondaggio”, se così si può definire, molto particolare: se ne fa soltanto uno ogni dieci anni, la prima edizione risale al 1952 e questa del 2022 è dunque l’ottava. Queste peculiari tempistiche fanno sì che la classifica Sight and Sound sia considerata una sorta di indicatore delle tendenze nel mondo del cinema e dei cambiamenti in quello della cultura. L’edizione di quest’anno, oltre che per il primo posto di Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles, è stata diversa anche per un’altra ragione: al sondaggio non aveva mai partecipato una platea di persone così numerosa e diversificata per genere, provenienza geografica e background culturale. Nel 2022, infatti, nel Sight and Sound Poll hanno votato più di 1600 persone che hanno espresso le loro preferenze per 4000 film. Per farsi un’idea: a quello del 2012 i votanti erano stati soltanto 846.

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