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Abbiamo tutti il cuore spezzato per la storia di Punch, il cucciolo di macaco abbandonato da sua madre e scacciato dal suo branco Lui e il suo orango peluche sono diventati gli animali più famosi e amati di internet, con milioni di persone che negli ultimi giorni hanno condiviso l'hashtag #HangInTherePunch.
La paura di essere sostituiti dall’AI è ufficialmente una malattia e adesso ha anche un nome, “disfunzione da sostituzione dell’AI” I sintomi possono essere ansia, insonnia, paranoia, perdita di identità e possono manifestarsi anche in assenza di altri disturbi psichiatrici.
L’esposto che ha portato all’arresto del principe Andrea lo ha fatto un gruppo di attivisti che vuole abolire la monarchia inglese Il presidente del gruppo, Graham Smith, ha presentato la denuncia il 9 febbraio. Dieci giorni dopo, l'ex principe è stato arrestato.
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I dieci film preferiti di Wes Anderson non c’entrano nulla con Wes Anderson

06 Dicembre 2022

Qual è la cosa più strana dell’edizione 2022 della classifica definitiva di Sight and Sound? Forse i gusti cinematografici di Wes Anderson, uno dei registi invitati a condividere la lista dei loro dieci film preferiti. È dal 1952, ormai, che Sight and Sound – la rivista internazionale edita dal British Film Institute – chiede a cineasti e critici – c’è un sondaggio che viene fatto tra i critici e uno tra i registi – di scegliere e commentare quelli che considerano i migliori film di tutti i tempi. Quest’anno al primo posto della classifica stilata dai critici dei film più belli di sempre troviamo Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles di Chantal Akerman, film femminile e femminista che nel 1976 Le Monde definì «il primo capolavoro sul femminile nella storia del cinema». Akerman aveva soltanto 25 anni quando lo girò, e il suo stile sperimentale e avanguardistico è diventato negli oggetto di approfondimento critico e accademico.

La curiosa vittoria del film del 1975, come scrive Mattia Carzaniga su Rolling Stone, è anche un modo per «premiare un cinema finora sommerso (o considerato tale), cambiare il metro di giudizio, proporre un nuovo canone»: ma non è l’unica particolarità di quest’edizione. A sorprendere tutti, cinefili e non, sono stati i dieci film selezionati da Wes Anderson, tra i 480 registi chiamati quest’anno – tra gli altri ci sono anche Barry Jenkins, Luca Guadagnino, Ari Aster, i fratelli Safdie e Wes Anderson – a stilare la loro lista dei dieci migliori film di tutti i tempi (in questa classifica al primo c’è 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, al secondo Quarto potere di Orson Welles, al terzo Il padrino di Francis Ford Coppola, al quarto a pari merito Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles e Viaggio a Tokyo di Yasujirō Ozu, che nell’ultima edizione del sondaggio tra i registi era arrivato primo). Le dieci opere scelte da Anderson sono narrativamente, tematicamente, esteticamente lontanissime – se non proprio opposte – ai lavori del regista: sono quasi tutti film francesi (e fin qui niente di strano), accomunati da atmosfere cupe e deprimenti. Si va da La grande illusione di Jean Renoir del 1937, ambientato durante la Prima guerra mondiale, a Legittima difesa (Quai des Orfèvres) di Henri-Georges Clouzot del 1947, una storia di gelosia e omicidio (a lieto fine, però, almeno). Anche I gioielli di Madame de… di Max Ophüls del 1953 è intriso di gelosia, e anche qui ci scappa il morto. Poi ci sono due classici del cinema francese, Vivre Sa Vie di Jean-Luc Godard, 1962, e L’uomo che amava le donne di François Truffaut, 1977, che non hanno bisogno di presentazioni. Troviamo poi Loulou di Maurice Pialat, del 1980, con Gérard Depardieu e Isabelle Huppert, il disperato Senza tetto né legge di Agnès Varda (1985), Olivier, Olivier di Agnieszka Holland del 1992, Ricomincia da oggi di Bertrand Tavernier, 1999 e I re e la regina di Arnaud Desplechin del 2004.

La classifica di Sight and Sound è una sorta di liturgia sacra per gli appassionati di cinema. È un “sondaggio”, se così si può definire, molto particolare: se ne fa soltanto uno ogni dieci anni, la prima edizione risale al 1952 e questa del 2022 è dunque l’ottava. Queste peculiari tempistiche fanno sì che la classifica Sight and Sound sia considerata una sorta di indicatore delle tendenze nel mondo del cinema e dei cambiamenti in quello della cultura. L’edizione di quest’anno, oltre che per il primo posto di Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles, è stata diversa anche per un’altra ragione: al sondaggio non aveva mai partecipato una platea di persone così numerosa e diversificata per genere, provenienza geografica e background culturale. Nel 2022, infatti, nel Sight and Sound Poll hanno votato più di 1600 persone che hanno espresso le loro preferenze per 4000 film. Per farsi un’idea: a quello del 2012 i votanti erano stati soltanto 846.

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