Hype ↓
10:09 martedì 3 febbraio 2026
A San Francisco hanno organizzato una manifestazione in difesa dei miliardari ma non si capisce se sia un’iniziativa seria o una burla L'obiettivo (pare) è proteggere i miliardari residenti in California da una proposta di patrimoniale del 5 per cento sui patrimoni dal miliardo in su.
In Portogallo il centrodestra sta chiedendo ai suoi elettori di votare per i socialisti al ballottaggio pur di non far vincere l’estrema destra Diversi esponenti del centrodestra hanno annunciato che l'8 febbraio voteranno António José Seguro, perché è l'unico modo di difendere la democrazia portoghese.
In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.
Un programmatore ha creato un social che possono usare solo i chatbot e i chatbot lo stanno usando per lamentarsi degli esseri umani Si chiama Moltbook, somiglia molto a Reddit e anche i chatbot si comportano in modo molto simile agli utenti Reddit: si lamentano e insultano.
Il governo Usa si è dimenticato di censurare i volti e i corpi delle donne ritratte nella tranche di Epstein Files appena pubblicata Alcune di queste sarebbero addirittura minorenni: se ne sono accorti i giornalisti del New York Times, grazie a loro le foto sono state rimosse.
Nel nuovo trailer del Diavolo veste Prada 2 c’è Miranda Priestly che, come tutte le direttrici del mondo, va alla ricerca di soldi per il suo giornale Ambientato a Milano, il trailer mostra una Miranda Priestly alle prese, persino lei, con la crisi dell'editoria.
Nonostante abbia vinto il premio per l’Album dell’anno, a Bad Bunny è stato vietato di esibirsi dal vivo ai Grammy Stavolta non c'entra la politica ma un grosso concerto che Bad Bunny terrà l'8 febbraio durante un evento piuttosto importante.
TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.

Wes Anderson, collezionista

I 500 oggetti selezionati per Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori, in Fondazione Prada fino al 13 gennaio, connettono il visitatore allo spirito del collezionismo più di altri tentativi di parlarne in astratto.

25 Settembre 2019

Pensavano sarebbe stato facile. «Eravamo convinti che avremmo scelto rapidamente una manciata di opere che piacevano a entrambi e avremmo  finito». Pensavano ci sarebbero volute due settimane, forse tre al massimo. «Ovviamente ci sbagliavamo, ma credo che ce lo aspettassimo. Tuttavia non pensavamo di essere in errore così a lungo». Wes Anderson e sua moglie Juman Malouf, illustratrice, scrittrice e designer hanno infine speso due anni a rovistare tra gli archivi mastodontici del Kunsthistorisches Museum di Vienna (più di 4 milioni di opere) e del suo gemello, il Naturhistorisches Museum (20 milioni di oggetti). Hanno selezionato gli oltre 500 pezzi (una miriade) che rimarranno esposti in Fondazione Prada a Milano dal 20 settembre al 13 gennaio. Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori è l’annunciato “sequel” – proprio così, con terminologia cinematografica a corredo del titolo hollywoodiano – della mostra omonima in scena lo scorso inverno al Kunsthistorisches, che qui è ampliata e arrangiata nella configurazione definitiva. Una mise en-scène labirintica con stanze foderate in feltro, echi al giardino formale del castello di Ambras – fatto erigere nel Cinquecento da Ferdinando del Tirolo per accomodarvi la collezione asburgica – e tante vetrinette. Nel complesso, una rassegna superficiale e sublime scandita da principi ordinatori abbastanza evidenti come: epopee di bauli, scatole, contenitori; suite di cose verdi o di legno; micro-cosmi di miniature; zoo fantastici; ritratti di bambini.

Gia s’immaginano i fan del Grand Budapest Hotel in estasi. E tuttavia, al debutto viennese, davanti a tanta estetizzante ossessione, i puritani dell’erudizione – e gli accademici grevi – non sono riusciti a gioire, tra l’altro, dei materiali di solito rintanati nei depositi che per la prima volta venivano esposti al pubblico (un paio di centinaia). Dei molti oggetti molto insoliti. Non hanno trovato forse divertente che Cranach il Vecchio stesse accanto a un pittore qualsiasi. O che un non particolarmente importante sarcofago di toporagno (che nel display permanente del museo sta in una bacheca affollata dove solo un visitatore su mille lo nota) diventasse la star dello show. Una difficoltà che si era già manifestata, come ha svelato lo stesso Anderson nel testo introduttivo del catalogo: «È vero che i curatori più anziani del Kunsthistorisches Museum non sono riusciti a individuare subito quelli che per noi erano i collegamenti lampanti; e persino dopo averli spiegati sono sorte ancora domande sulla loro validità curatoriale».

Pare che alcuni curatori sentendosi chiedere se avessero «qualcosa di verde» abbiano reagito d’istinto con una risata o un gemito; un atteggiamento replicato da alcune critiche intransigenti (segnatamente sul New York Times) che non hanno apprezzato la disinvoltura con cui articoli del patrimonio storico sono stati trasportati in un «contesto puramente visivo» tipo «l’account Instagram @accidentallywesanderson». E in effetti Anderson e Malouf transitano con leggerezza dalla Storia alla cronaca di un gusto personale, arredando vetrine adatte anche alle signorine; ma che ciò signifchi che l’esperimento non sia riuscito pare una conclusione un po’ affrettata. Per il vero, le strategie espositive messe in atto qui non sono troppo diverse dagli esperimenti proto-museali, le antiche Wunder-kammer. E come non ricordare allora che i musei stessi sono nati da collezioni private – il Kunsthistorisches si fonda proprio sulla collezione che stava nella terza ala del castello di Ambras, dove erano depositati, in venti armadi, oggetti di varia natura – e quindi da vissuti, tormenti, manie assolutamente personali?

Per questo Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori connette il visitatore allo spirito del collezionismo più di altri tentativi di parlarne in astratto, e ricorda anche un po’ una bella mostra che fu a Firenze un paio d’anni fa, Leopoldo de’ Medici principe dei collezionisti. Rincuora constatare come tra i collezionisti old-fashioned prevalga, su categorie e specializzazioni, capriccio e meraviglia. Ora che il progetto espositivo della coppia passa da un museo storico a un’istituzione devota al contemporaneo – con l’abitudine di dar carta bianca agli artisti – è quasi certo che la lettura sarà diversa. Ma l’antefatto serve ancora a rico dare che, se curare una mostra non è come fare un film, collezionare, in fondo, ci assomiglia un po’.

Articoli Suggeriti
Per chi non ha ancora superato la morte di David Lynch, rivedere Twin Peaks al cinema è l’unica consolazione

L'1 febbraio il cinema Beltrade di Milano ha organizzato una "maratona" notturna della prima stagione della serie. A rivederla oggi, a 35 dal debutto e a uno dalla morte di Lynch, colpisce la capacità di questa opera di superare lo spazio, il tempo e persino il suo autore.

In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo

Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.

Leggi anche ↓
Per chi non ha ancora superato la morte di David Lynch, rivedere Twin Peaks al cinema è l’unica consolazione

L'1 febbraio il cinema Beltrade di Milano ha organizzato una "maratona" notturna della prima stagione della serie. A rivederla oggi, a 35 dal debutto e a uno dalla morte di Lynch, colpisce la capacità di questa opera di superare lo spazio, il tempo e persino il suo autore.

In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo

Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.

Nonostante abbia vinto il premio per l’Album dell’anno, a Bad Bunny è stato vietato di esibirsi dal vivo ai Grammy

Stavolta non c'entra la politica ma un grosso concerto che Bad Bunny terrà l'8 febbraio durante un evento piuttosto importante.

Per Tutti Fenomeni non c’è complimento più grande di essere definito inattuale

In occasione dell'uscita del suo nuovo disco, Lunedì, lo abbiamo incontrato a Milano per parlare di testi volgari, melodie semplici, libri grossi, podcast che fanno venire sonno e Marty Supreme.

Marty Supreme, l’unico modo per realizzare il sogno americano è essere la persona peggiore del mondo

Nel film di Josh Safdie, candidatissimo agli Oscar, ritroviamo tutto quello che avevamo amato di Uncut Gems: montaggio, musiche, personaggi "al limite". E, al centro di tutto, un tema: l'ambizione e il fallimento sono la stessa cosa.

di Studio
I libri del mese

Cosa abbiamo letto a gennaio in redazione.