E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
Già non vediamo l’ora di vedere Bucking Fastard, il nuovo film di Werner Herzog
A sette anni da Family Romance, LLC, Werner Herzog torna alla fiction: è finalmente confermata la notizia che il regista sta lavorando a un nuovo film. Si intitolerà Bucking Fastard e le protagoniste saranno Kate e Rooney Mara. Herzoh questa notizia l’aveva anticipata nel suo ultimo libro Ognuno per sé e Dio contro tutti (Feltrinelli, 2023), in cui scriveva di voler girare un film «sulla storia delle gemelle Freda e Greta Chaplin. Nel 1981 divennero l’ossessione dei tabloid britannici, per diverse settimane si parlò di loro come delle “gemelle ninfomani” così attratte da un loro vicino di casa, un camionista, che lui le portò in tribunale e ottenne un provvedimento restrittivo ai loro danni. La loro storia è unica. Sono le uniche due gemelle di cui è stata provata la capacità di parlare all’unisono».
Secondo quanto riporta World of Reel, le riprese dovrebbero iniziare in primavera in Irlanda. Per chi si stesse chiedendo da dove viene il titolo del film: è tratta dagli atti del processo seguito alla denuncia del vicino di casa, il camionista vittima dell’ossessione delle Chaplin. Durante un’udienza, le due gemelle fecero lo stesso lapsus, contemporaneamente: invece di dire fucking bastard dissero tutte e due bucking fastard.
Il cantante ci parla di ricordi e piaceri, musica e traguardi, Sanremo 2026 e il Sanremo di Pippo Baudo. L’ultimo disco, Casa Paradiso, con i primi concerti giovanili, imitando gli Oasis, fino al nuovo tour nei palazzetti. La maturità e la famiglia con un certo sapersi godere la vita, le amicizie, i piaceri più semplici.
Dei Lumiere e dei cimiteri della Galizia, del teatro e della danza, del corpo e di psicologia della Gestalt: di tutto questo, e ovviamente di cinema, abbiamo parlato con il regista di uno dei film più amati, odiati, premiati e discussi dell'ultimo anno.
Il 19 febbraio 2016 moriva a Milano uno dei più grandi pensatori italiani. Dieci anni dopo, tutti cercano di appropriarsi di lui: destra e sinistra, apocalittici e integrati, intellettuali e populisti. Dimostrando, tutti, di non averlo capito.