Polemiche ↓
13:54 venerdì 10 aprile 2026
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.
Per la prima volta in dieci anni non c’è neanche un film italiano in corsa per la Palma d’oro al Festival di Cannes Le ultime speranze riguardavano il nuovo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte. Che però, a quanto pare, non è ancora finito.
La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
L’autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio Ha venduto milioni di copie in tutto il mondo con lo pseudonimo Freida McFadden, ma alla fine è deciso di rivelare il suo vero nome, Sara Cohen.
Un’importante associazione americana ha chiesto la rimozione di Trump in base al 25esimo Emendamento, quello che permette di destituire un Presidente perché mentalmente instabile La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.

Welcome to Favelas ha detto che ha incontrato dei rappresentanti di Elon Musk

24 Gennaio 2025

Welcome to Favelas è una delle pagine Instagram (prima era più forte su Facebook) più famose in Italia, tra quelle che “denunciano” gli episodi di degrado o di criminalità di vario genere con video amatoriali. Ha un milione di follower, e se non la conoscete, seguendola ci potete trovare video ripresi all’insaputa dei protagonisti, che mostrano uomini e donne affetti da disagi di vario tipo, senzatetto, scene di disagio cittadino o episodi di violenza, e anche furti, rapine, degrado vario. Sembra denuncia, ma l’operazione è più complessa (antropologicamente parlando), simile alla gogna o allo sberleffo; all’amplificazione del caos per poter richiedere un nuovo ordine.

Non proprio una raccolta di contenuti progressisti, potremmo dire: a partire dal nome. E infatti non ci stupisce poi così tanto l’annuncio che è comparso nel suo feed giovedì 23 gennaio in un post con il volto di Elon Musk. Ci si legge: «Nei giorni scorsi, alcuni rappresentanti europei di Elon Musk hanno avuto un incontro con gli amministratori di realtà social legate al mondo dell’informazione indipendente, tra cui, per l’Italia, Welcome to Favelas. Al momento, le parti hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni ufficiali, ma l’incontro è stato giudicato dai partecipanti come necessario e molto stimolante».

Musk, che si è impegnato moltissimo, in termini economici e di esposizione personale, per supportare Donald Trump nella sua corsa presidenziale, aveva twittato dopo la vittoria: «You are the media now». Lo stesso hashtag che si legge in fondo alla comunicazione di Welcome to Favelas, e anche nella bio, da giovedì 23. L’intenzione di “superare” (leggi anche: silenziare?) i cosiddetta media tradizionali (cioè il giornalismo fatto dai giornalisti) è evidentemente uno degli obiettivi della nuova tecnocrazia trumpiana, e non ci stupisce, dicevamo, che realtà come Welcome to Favelas siano state avvicinate nell’operazione.

Farebbe anche sorridere il tono di voce del post, quello ripulito e goffamente formale di chi si trova per la prima volta a compilare un comunicato stampa, un burocratese da verbale tipicamente italiano. Ma è un’operazione che, presa seriamente, non lascia molta tranquillità, considerata la lunga fila questuante dei tech bros proprietari delle piattaforme social all’inaugurazione di Trump.

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