È stata appena lanciata Watermelon+, una piattaforma streaming dedicata al cinema palestinese
Tanti dei migliori film palestinesi prodotti negli ultimi anni, quasi mai arrivati nelle sale italiane, adesso disponibili in streaming.
La società di produzione e distribuzione cinematografica Watermelon Pictures ha annunciato l’arrivo di Watermelon+, una piattaforma streaming dedicata interamente al cinema palestinese. Ci può già iscrivere (il link è questo), i piani di abbonamento sono due: uno è mensile e costa 7.99 dollari, l’altro è annuale e costa 79.99 dollari. L’obiettivo di Watermelon Pictures, un’azienda statunitense di cui abbiamo già scritto in passato, è contribuire a «diffondere storie potenti e appassionanti, aiutare la diffusione delle voci coraggiose che vengono da comunità trascurate e ignorate».
I fondatori e co-Ceo di Watermelon Pictures sono i fratelli Badie e Hamza Ali, che hanno scelto Alana Hadid (sì, è la sorella di Bella e Gigi) come Direttrice creativa. Watermelon Pictures ha già portato in sala, negli Stati Uniti, diversi film assai chiacchierati: uno su tutti è stato The Encampments, racconto delle proteste degli studenti della Columbia (e della repressione che ne è seguita). Poi ci sono stati anche The Teacher e The Present di Farah Nabulsi (il secondo dei due titoli è stato anche candidato all’Oscar nella categoria Miglior cortometraggio), che sono entrambi già disponibili su Watermelon+. Altri titoli nel catalogo della piattaforma sono From Ground Zero, prodotto da Michael Moore e arrivato nella shortlist dell’Oscar al Miglior film internazionale; Omar, Theeb e Five Broken Cameras, tutti film candidati all’Oscar.
«Watermelon+ non vuole essere solo una piattaforma per i film, ma un trampolino per la prossima generazione di artisti che con le loro storie daranno al futuro una forma nuova. Non vogliamo solo conservare il nostro passato: vogliamo contribuire a costruire il futuro», ha detto Hamza Ali.
Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Le ricerche dicono che il gusto musicale si congela intorno ai 33 anni. Ma dietro c'è un fenomeno più profondo, che riguarda il modo in cui il cervello codifica i ricordi, la costruzione dell'identità e un'industria che monetizza la nostalgia.